Markthal Rotterdam

Rotterdam, ottobre 2019 – Se passate da Rotterdam non perdetevi lo spettacolo di Markthal, uno straordinario mercato alimentare alto quaranta metri e vasto come un campo di calcio, 95 metri quadri di bancarelle e negozi, ristoranti e birrerie, dove sarete avvolti da un gigantesco, coloratissimo murale raffigurante i prodotti in vendita all’interno.

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Libertà di cultura

Roma, 15 settembre 2018 – “Rotterdam unlimited”, Rotterdam senza frontiere. 178 culture diverse per quello che è uno dei festival di strada più grandi del mondo. Alla fine di luglio si sono dati appuntamento in questo parco centinaia di olandesi originari di Capo Verde. Isolate e povere di risorse, le isole di Capo Verde vivono sostenute soprattutto dai legami migratori col resto del mondo. Qui a Rotterdam,la seconda città olandese che ospita il più grande porto di Europa, cominciarono ad arrivare negli anni sessanta, in cerca di occupazione nel settore marittimo. Molti erano già sbarcati negli Stati Uniti, altri in Portogallo, nell’Africa occidentale e in Sudamerica. In Italia, badanti e domestiche capoverdiane, tra i primi immigrati ad arrivare nella più recente ondata migratoria, erano già a Roma nel 1957.

In Olanda ma soprattutto qui a Rotterdam i capoverdiani sono dunque di casa da tempo, riuscendo a integrarsi perfettamente con la popolazione locale. E oggi danno un forte contributo a quell’eclettismo culturale che nei Paesi Bassi come altrove si esprime principalmente nella musica, nella danza e nel cibo. Un esempio di integrazione da valere anche per il resto d’Europa.

Più che un festival, sembra una festa familiare, con un’atmosfera di eccitante allegria  cui collaborano grandi e piccini. E sono soprattutto i giovani, che rimproverano agli immigrati di prima generazione una mentalità e un comportamento troppo europei, i più decisi a sfoggiare colori vivaci e musica africana o giamaicana. I ritmi eseguiti da questo gruppo musicale sono funanà e kizomba.

Non perdetevi Delft (3’08”)

Se andate in Olanda, non perdetevi Delft, l’antica capitale di Guglielmo I il taciturno (Padre della Patria) che nel secolo d’oro guidò i Paesi Bassi all’indipendenza dalla dominazione spagnola. Bellissima città, che da sola meriterebbe il viaggio e si trova comunque a soltanto un’ora di treno da Amsterdam e a pochi muniti dall’aeroporto di Rotterdam. Vi ritroverete, a misura d’uomo – meno di centomila abitanti – molto di quello che offre la capitale, a cominciare dalla splendida cerchia dei canali. Delft è anche la città natale di Jan Vermeer, il pittore fiammingo della famosa “ragazza col turbante”, più nota grazie a un romanzo e a un film come “la ragazza con l’orecchino di perla”. Oltre che una città d’arte è anche sede di università e di un centro d’avanguardia per la ricerca scientifica. Per questo è frequentata ogni anno da migliaia di studenti provenienti da tutto il mondo. Nei tre minuti di video, oltre che sulle bellezze architettoniche del centro cittadino, mi soffermo sulla piacevolissima atmosfera di un magnifico parco, il Wilhelminapark, che tutti vorrebbero avere sotto casa. Conclude il video una mia breve poesia intitolata alla “Poesia di Delft”.

 

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Poesia di Delft

Così prezioso il sole in prima estate,

oro nell’acqua verde dei canali,

brusio di voci e battere di ali,

guizzi di biciclette molto usate.

Nel barocco educato delle piazze

ride la sobrietà del tempo antico

burbero e dolce come un padre amico,

ma seducente come le ragazze

che sorpassano in fretta il mio cammino

mentre il pensiero inutilmente resta

incantato al mistero di una testa

con un turbante azzurro e un orecchino.

1 giugno 2017