Prologo

Amo il silenzio delle mie parole

nell’incanto notturno del pensiero

che si affaccia dal sogno

e componendo va la musica dei versi

fino al ritorno di una voce amica

che dica il quando e il come della mente.

A lei dono quei versi e a chi li ascolta.

 

***12 giugno 2019

 

(Nella foto un particolare del dipinto di Max Ernst “La realidad es un collage”. A quanti apprezzano le mie poesie l’omaggio di un piccolo ebook , intitolato “Pensando in versi (1988- 2018)” che può essere scaricato liberamente e senza pubblicità cliccando su www.nandocan.info)

Il treno ed io

Abito in città, ma nei pressi di una linea ferroviaria. Di notte, al passaggio dei treni, mi capita di “ricamarci sopra” (nandocan)*****

Treno notturno 1

Il brivido di un treno

scuote il fragile sonno

della vecchiaia

e mi riporta all’erta

di crucci antichi.

Io chiudo gli occhi,

attendo

che la nebbia si sciolga

nel mattino.

*****

Treno notturno 2

Scorre la vita come questo treno

Che fischia nella notte e fugge via

Col suo carico ignoto di pensieri

Trascinati dall’ansia del domani.

Condannati che vanno e non sai dove.

Tu come loro cerchi all’orizzonte

Il conforto dell’alba.

*

Troverò l’alba e mi darà conforto,

vedrò i pascoli rosa del mattino

con le schiere degli angeli assonnate

nei dintorni di Giove.

La mia speranza è un sentimento vano

quanto profondo: io sarò immortale.

*****

Firenze – Roma

Al monotono ritmo dei binari

si dilegua una vista

di fugaci apparenze.

Ricamate di nebbia mattutina

sfumano nel passato le colline:

sono e non sono,

sono e non sono….

Fuori passa l’inverno. Qui sul treno

timido il sole m’accarezza il viso.