Enzo Marzo (critica liberale) su Monti

Monti addio“…L’errore politico di Monti è stato d’ordine culturale. Egli è davvero convinto della superiorità dell’economia sulla politica. Disprezza il conflitto, non riesce a distinguere la Sinistra dalla Destra, pensa che i problemi abbiano soltanto una soluzioni tecnica. Nell’ultimo anno non ha imparato quasi nulla. Questo errore infantile lo ha portato a non decidere da che parte stare. Invece di presentarsi con decisione e nettezza come un liberista “americano” quale in effetti è, come una Destra pulita, raccomandabile, nuova, concorrenziale e alternativa alla Destra cialtrona e fascista dei berlusconiani, ha galleggiato al centro con una lista piena di personaggi salottieri e dalle più svariate idee politiche, persino di sinistra. Ondeggiando e ricorreggendosi quotidianamente, cercando di rimediare con parole vaghe e poco credibili sulla sua bocca circa la crescita, lo sviluppo, le tasse. Ha fatto intendere di mirare a un accordo col centro-sinistra. L’elettorato indeciso di Destra giustamente non si è fidato ed è rifluito in parte nelle braccia di Berlusconi. In parte nel non-voto. – See more at: http://www.criticaliberale.it/news/103939#sthash.XT522wQT.dpuf”

Il sobrio mannaro

Monti mannaroLa trasformazione di Monti ci ha colti tutti di sorpresa.

Prima l’improvvisa crescita delle ambizioni, poi la trasfigurazione in leader di partito, fino al raggelante guaito rivolto a Bersani per far “silenziare” i suoi collaboratori.

Il sobrio tecnico bocconiano che odorava di dopobarba e parlava a bassa voce, si è trasformato in una inquietante creatura del potere, che dispensa unghiate moderate a tutti.
E’ bene ora stare attenti a non avvicinarglisi troppo, fidando sul ricordo del suo loden e dei modi sempre composti, perché il professore appena sente l’influsso dei palinsesti si trasforma e colpisce.
Il “sobrio mannaro” ha sete di voti e si aggira tra noi.
Massimo Marnetto, 5 gennaio 2013