OM

 

Non so a qual dio ma grato sì alla vita
per gli sguardi donati alla bellezza
e le carezze a un’anima ferita
quando si arrende a quella dolce brezza
che placa le parole in un sospiro
e nel sorriso scioglie la tristezza.
A questa pace meditando miro
come tra il sole e l’ombra in primavera
e pioggia lieve a benedir la sera.

31 Dicembre 2019

Dal treno (video 00:29)

Al monotono ritmo dei binari/
si dilegua una vista/ di fugaci apparenze…

Al monotono ritmo dei binari

si dilegua una vista di fugaci apparenze.

Ricamate di nebbia mattutina

sfumano nel passato le colline:

sono e non sono,

sono e non sono…

Fuori passa l’inverno. Qui sul treno

timido il sole mi accarezza il viso.

(Firenze-Roma 2 gennaio 2014)

Al Padre Sardo (videopoesia 01:58)

O Sardus Pater

(videopoesia su versi scritti nel gennaio 1990

di ritorno da un viaggio nella terra degli avi)

Quella storia della salvezza (Dordrecht) – video 03:34

Dordrecht, la più antica città dell’Olanda anche se meno nota di altre al turismo internazionale. La chiesa gotico brabantina di Nostra Signora. Una chiesa fra tante, direte. Invece no perché è proprio qui che quattro secoli fa venne solennemente proclamata la dottrina della predestinazione. Dal novembre del 1618 al maggio del 1619, ventotto teologi delegati dalle chiese protestanti di tutta Europa disputarono e riaffermarono contro gli eretici arminiani, i cosiddetti rimostranti, che l’umanità si salva unicamente per la grazia di Dio e non anche, come sostenuto dai cattolici e da altre confessioni, per le opere buone compiute nel corso della vita terrena. Quanto una disputa religiosa come questa contasse anche politicamente, sia pure spesso come alibi, nel rapporto tra i principi e gli Stati di allora lo abbiamo tutti imparato a scuola dai nostri libri di storia. In quello stesso anno 1618 ebbe inizio la guerra dei trent’anni, la più sanguinosa delle cosiddette guerre di religione. Accompagnata da peste e distruzioni, contò molti milioni di morti.

Quattro secoli dopo…Le guerre di religione ci sono ancora purtroppo, ma scoppiano altrove. Anche un importante avvenimento storico come quello non basta più a incoraggiare il turismo. Così la città provvede egregiamente con altre iniziative come l’originalissima mostra sul pesce nella pittura che si è conclusa con successo nelle scorse settimane.

Due Novembre (videopoesia 00:56″)

Amore e bicicletta immortalati

sulla soglia di un parco

ma più vivo è quel ramo che si spoglia.

Resiste invano l’uomo al suo destino

di obbedienza al futuro,

né sa quale orizzonte è dietro il muro.

La vita gioca sempre con la morte

e nessuna guadagna la partita.

Così la foglia secca che si lava

alla pioggia d’autunno

cade nel fango a generare, ignara,

nuova esistenza.

2 novembre 2019

Giornalismo da ieri al futuro (00:13:06)

Sergio Lepri, giornalista e saggista, storico direttore dell’Agenzia ANSA che ha guidato per quasi trent’anni, ha festeggiato il 17 ottobre scorso i suoi cento anni con gli studenti del Liceo classico “Terenzio Mamiani” di Roma. Nel corso di una lezione nell’aula magna dell’Istituto, ha ripercorso con straordinaria vivacità intellettuale e sguardo  critico e ironico ma aperto a tutte le novità sia la sua avventura professionale che quella del giornalismo italiano (e non solo)  dall’immediato dopoguerra ad oggi senza trascurare rischiose prospettive future, dalla nascita di un’opinione pubblica fondata sull’enfasi dei titoli piuttosto che su un’informazione corretta e imparziale alla possibile “fine della mediazione giornalistica”   che almeno in parte compensa ancora l’inaffidabilità delle fake news su internet. A nome dell’associazione Articolo 21, che ha promosso l’iniziativa in collaborazione con la preside Tiziana Sallusti, il collega Renato Parascandolo lo ha presentato a una folta platea di alunni delle classi superiori. Ma questo video è anche il mio personale omaggio a un grande giornalista che ho conosciuto e letto a Firenze quando avevo ancora  l’età di quegli studenti e un a decina di anni dopo sono entrato come praticante in quel “Giornale del Mattino” che aveva avuto lui come redattore capo nel quotidiano diretto da Ettore Bernabei. Grazie della tua lezione, caro Sergio, e ancora tanti di questi giorni..

Markthal Rotterdam

Rotterdam, ottobre 2019 – Se passate da Rotterdam non perdetevi lo spettacolo di Markthal, uno straordinario mercato alimentare alto quaranta metri e vasto come un campo di calcio, 95 metri quadri di bancarelle e negozi, ristoranti e birrerie, dove sarete avvolti da un gigantesco, coloratissimo murale raffigurante i prodotti in vendita all’interno.

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Quanto pesa una farfalla?

Lieve danzava in volo la farfalla

sorridendo dall’alto alla formica,

ora che è morta pesa sulla spalla

di chi campa soltanto di fatica.

“Cara mia dolce farfallina gialla

ma quanto pesi, Dio ti benedica”.

Amiata, 14 agosto 2019

Quanto pesa una farfalla?

Lieve danzava in volo la farfalla/

Irridendo dall’alto una formica/

e ora che è morta pesa sulla spalla/

di chi campa soltanto di fatica.

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di Fernando Cancedda, 12 Agosto 2019

Social, non social

Piace e offende

il buon selvaggio che addenta la mela

ostentando il suo rutto di piacere.

Piace e offende

come il tornare indietro alle maniere

di un branco non ancora società.

Madama Civiltà,

che insegnava a sbucciare le parole

come la frutta

ormai tace e si arrende.

Anche la scuola non ci fa più caso.

Pertanto il buon selvaggio

ammicca sghignazzando in un messaggio:

fossimo noi ad aver la puzza al naso?

***13 luglio 2019

Prologo

Amo il silenzio delle mie parole

nell’incanto notturno del pensiero

che si affaccia dal sogno

e componendo va la musica dei versi

fino al ritorno di una voce amica

che dica il quando e il come della mente.

A lei dono quei versi e a chi li ascolta.

 

***12 giugno 2019

 

(Nella foto un particolare del dipinto di Max Ernst “La realidad es un collage”. A quanti apprezzano le mie poesie l’omaggio di un piccolo ebook , intitolato “Pensando in versi (1988- 2018)” che può essere scaricato liberamente e senza pubblicità cliccando su www.nandocan.info)

meditazione

Come rumore ostile
suonano le parole non udite
e come affanno
l’aria rubata all’ansia del respiro,
dunque non resta
che coniugare l’aria ed il respiro,
col silenzio la mente.

5 aprile 2019

Dove scoppia la primavera (1:56)

Roma, Villa Doria Pamphili, 31 marzo 2019. Bambini, piante e animali festeggiano alla “prima” della stagione primaverile.

Godersi Piazza Navona (01:37)

A Roma in un mattino di primavera.

Certezza

Parla da sola o in coro la certezza

e stolta ignora l’armonia del dubbio

che nel mistero gli esseri affratella.

Luccicando cadrà

come un bicchiere vuoto che si spezza

in mille pezzi fracassando al suolo.

 

***21 marzo 2019

Emozioni ignare

Lande sperdute della mia memoria/

sui vostri passi non vorrei tornare/

ma rivedervi sì, come dal treno/

scorre un passato di emozioni ignare,/

 

respirare il futuro in cui speravo,/

ritrovare il piacere di lottare/

contro la schiavitù dell’obbedire/

con la vana illusione di ordinare/

 

un paesaggio in perpetua evoluzione/

che non afferro e non saprò fermare/

fin quando arriverò alla mia stazione.//

 

14 gennaio 2019

 

 

Rivolta

Rovesciano le strade/
in un tumulto/
di disperati appelli alla ragione./
Invocano saggezze/
nei secoli bandite,/
promesse poi tradite/
dal potere dei pochi./
Scandaloso buonsenso/
alla deriva./
Un condottiero coi suoi tristi giochi/
non baderà a che il mondo sopravviva./

55 anni di professione

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Oggi, 5 ottobre 2018, festeggio 55 anni di professione, ieri inviato alla RAI per qualche milione di telespettatori, oggi su internet per qualche centinaio di amici. E “Nandocan” inizia il suo quattordicesimo anno. Grazie a tutti voi.

Libertà di cultura

Roma, 15 settembre 2018 – “Rotterdam unlimited”, Rotterdam senza frontiere. 178 culture diverse per quello che è uno dei festival di strada più grandi del mondo. Alla fine di luglio si sono dati appuntamento in questo parco centinaia di olandesi originari di Capo Verde. Isolate e povere di risorse, le isole di Capo Verde vivono sostenute soprattutto dai legami migratori col resto del mondo. Qui a Rotterdam,la seconda città olandese che ospita il più grande porto di Europa, cominciarono ad arrivare negli anni sessanta, in cerca di occupazione nel settore marittimo. Molti erano già sbarcati negli Stati Uniti, altri in Portogallo, nell’Africa occidentale e in Sudamerica. In Italia, badanti e domestiche capoverdiane, tra i primi immigrati ad arrivare nella più recente ondata migratoria, erano già a Roma nel 1957.

In Olanda ma soprattutto qui a Rotterdam i capoverdiani sono dunque di casa da tempo, riuscendo a integrarsi perfettamente con la popolazione locale. E oggi danno un forte contributo a quell’eclettismo culturale che nei Paesi Bassi come altrove si esprime principalmente nella musica, nella danza e nel cibo. Un esempio di integrazione da valere anche per il resto d’Europa.

Più che un festival, sembra una festa familiare, con un’atmosfera di eccitante allegria  cui collaborano grandi e piccini. E sono soprattutto i giovani, che rimproverano agli immigrati di prima generazione una mentalità e un comportamento troppo europei, i più decisi a sfoggiare colori vivaci e musica africana o giamaicana. I ritmi eseguiti da questo gruppo musicale sono funanà e kizomba.

Old Jerusalem