Dal treno

nebbia colline
foto Giuliano Corti

Al monotono ritmo dei binari/

si dilegua una vista/

di fugaci apparenze./

Ricamate di nebbia mattutina/

sfumano nel passato le colline:/

sono e non sono,/

sono e non sono…./

Fuori passa l’inverno. Qui sul treno/

timido il sole m’accarezza il viso.

 

Firenze-Roma, 2 gennaio 2014

 

Parabola dell’alpinista

alpinistaSono i ricordi come tanti chiodi/

che l’alpinista pianta nel salire/

fino alla vetta della sua montagna/

dove posa lo sguardo sulle cose,/

il cammino compiuto e la bellezza/

breve del mondo.

Lo sosterranno poi nella discesa,/

di balzo in balzo, della sua vecchiaia./

Ora soltanto/

riconosce la vita e le appartiene./

Inciso sulla roccia/

il suo passaggio resterà per sempre.

7 dicembre 2013.

Spazzolino

spazzolino amicoVoglio guardare un orizzonte amico/

dov’è più lieve  il passo sul cammino/

tenera l’erba profuma di nuovo/

il moderno si sposa con l’antico,/

dove parole come “amico” e “nuovo”/

non propongono un altro spazzolino.

1 dicembre 2013

Babele in una stanza

babele in una stanzaIo non ascolto,/

lascio/

che il silenzio si opponga della mente/

al frastuono di voci/

che aggredisce l’udito/

e lo ferisce/

di parole sconnesse./

Babele in una stanza./

Io non ascolto,/

fingo/

Guardo i volti che ho intorno/

accennando un sorriso/

e poi saluto.

 

22 novembre 2013

Vecchia pianta

vecchia piantaSecche le foglie cadono dai rami/

come i ricordi dalla mia memoria/

di vecchia pianta per il suo riposo/.

Volano i nomi via dalla mia mente/

ma il tronco custodisce la sua storia/

Il mio passato vive nel presente.

 

14 novembre 2013

Come la foglia

foglie seccheResiste invano l’uomo al suo destino/

di obbedienza al futuro,/

né sa quale orizzonte è dietro al muro./

 

Come la foglia secca che si lava/

alla pioggia d’autunno/

cadrà nel fango a generare/

ignara/

nuove forme di vita.//

21 ottobre 2013

Larghe pretese

berlucicoriaLa lacrimosa storia/

di un piatto di cicoria/

che cucinò la zia/

nella sua trattoria/

a un gruppo di gaudenti/

rumorosi studenti./

“La voglio ripassata!”,/

“Per me la fai a frittata!”/

“Per me cotta col vino”/

“Per me al peperoncino”/

“Rosolata con l’aglio…/

..ma come dico sbaglio”/

“Fammela senza sale,/

che dicono fa male”./

La zia, in cuffietta e guanti,/

sorrise a tutti quanti,/

disse:”ci penso io…

la farò a modo mio”./

La mescolò col fieno,/

ripassata al veleno.

 

24 giugno 2013

Che pensi di Renzi? (rap)

Renzi Matteo 1Non è un gran signore/

ma è un gran parlatore/

ciarliero, smodato,/

il re del mercato…/

(…politico, intendo)/

Dibatte correndo,/

dibatte seduto,/

dibatte con chiunque/

gli da il benvenuto,/

dibatte a Firenze/

vantando esperienze,/

ce l’ha col palazzo,/

rottama da pazzo,/

dibatte in tivvù,/

l’hai visto anche tu./

Ci dice che fa/

e quel che farà./

Farà il segretario,/

qualcuno è contrario?/

Farà il presidente/

(se Letta consente)./

Considera ammessa/

qualunque scommessa./

Io punto parecchio/

su Palazzo Vecchio.

 

12 giugno 2013

Parole altre

tag cloudMa sono mie davvero le parole/

che ho regalato al mondo fino ad ora/

il mio nome confuso in mezzo a loro?/

Come la voce di chi canta in coro/

della musica d’altri si colora/

così la penna mia si presta a loro/

e scrive quello che pur’essa ignora./

9 giugno 2013

La luna nel sogno

luna pienaBianca di luce che ti affacci luna/

sulla montagna blu della mia vita/

sognata eppure vera per incanto/

non sapevo d’amarti così tanto./

Ora lo so, mentre ti vengo incontro/

illuminato dalla tua bellezza,/

sognata eppure vera tenerezza.

 

2 giugno 2013

…e liberaci dal bene

somaroMediocrità che domini sul mondo/

libera tutti dal pensiero puro/

perché il tuo giogo ci sia meno duro/

e il ragionare sia meno profondo.

 

Salva la vita dalle sue utopie/

bombardaci di spot pubblicitari/

fai che viviamo, docili somari/

allegri e sciocchi come vecchie zie.

SPQR (Sono Pazzi Questi Romani)

Romolo e RemoEr giorno avanti de fondare Roma,

pur con rispetto all’augusta persona,

la prima cosa che je disse Remo
 
dice che fu: a’ Romolo, si’ scemo?

Pare che mi’ fratello nun se ‘ntenne

de come se comanna su li pazzi,

pe’ nun falli resta’ drento a le tenne

li vorrebbe allocà ne li palazzi.

Ma presto ha da capi’ che nun è ‘r caso,

che poi lo pijeranno per il naso.

Li matti è mejo che li fai scappare.

Drento ar palazzo, vonno comannare.
 
Ciò detto, fece ‘n sarto sopr’ er fosso
 
ridenno e sghignazzanno a più non posso.
 
Romolo sbianca: nun ce se po’ créde,
 
ma allora dillo che si’ propio ‘n fijo
 
de ‘na mignotta, mo’ te faccio véde 
 
ch’a Roma er primo pazzo sono io!
 
E acchiappato da tera ‘n gran pietrone
 
mannò a quell’antro monno er fanfarone./

twitter

twitterAppuntamento rapido
di pensieri spezzati,
curiosità furtive
di segreti acchiappati,
frammenti male uditi
di novità accennate,
competizione futile
di battute incrociate,
dialoghi e battibecchi
di dita senza pace,
scrittura sincopata
per la mente fugace.
13 dicembre 2009

Un pesce fuor d’acqua

pesce fuor d'acqua 1Fuor d’acqua un pesce nuotava nel sole/

dal suo manto di squame riflettendo/

bagliori azzurri./

“Che bello”, gli gridavano i bambini./

“non è la tua natura”, disse il cielo/

e gli mandò una nube che lo avvolse/

di gocce d’acqua/

per trasportarlo in volo fino al mare.