Rivolta

Rovesciano le strade/
in un tumulto/
di disperati appelli alla ragione./
Invocano saggezze/
nei secoli bandite,/
promesse poi tradite/
dal potere dei pochi./
Scandaloso buonsenso/
alla deriva./
Un condottiero coi suoi tristi giochi/
non baderà a che il mondo sopravviva./

Vipassana

Pratica secolare/

per non vivere a caso./

Andare con la mente/

al respiro del naso/

e meditare/

se consapevolmente/

a causa di un prurito/

ti verrà di di grattare/

con un dito/

tu invece dolcemente,/

esaminato il caso,/

riporterai la mente/

sul tuo naso./

29 novembre 2018

Policità

 

Smorfie di propaganda

invadono gli schermi,

seducono le folle

al buon mercato.

In coda fra le quinte

visi truccati come le parole

ammiccano in attesa

di applausi pre impostati.

Il comico di turno

ripropone

al pubblico sghignazzo

battute trasversali.

 

Democrazia circense

e avvisi commerciali.

Acrobazie dialettiche

su novità passate

di ospiti stuzzicati

dal “bravo conduttore”.

14 novembre 2018

GAFAM*

Siamo in un mondo figlio del denaro,

algoritmo di attese e delusioni

di pensieri veloci e di passioni,

in pancia a un matematico somaro.

Ingoia le domande, le risposte

saranno quelle affidate al mercato,

buone per tutti, compreso lo Stato.

La vita scorre in un tempo d’avvento.

Nessuno sa se mai fischierà il vento.//

*Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft.

4 novembre 2018

Non dite libertà, ma liberate

Non datemi pozioni già scadute
con l’amaro sapore della noia
vissuta e quella ancora ad aspettarmi.
Intorno
vele ammainate dall’indifferenza
negano ancora il vento e l’evidenza.
Non fate più ascoltare
parole ormai sfiorite
sui rami secchi di un pensiero antico.
Fate la verità delle parole
per cui vale la pena di lottare.
Non dite libertà, ma liberate,
non uguaglianza, ma più uguali siate
e fratelli, dovunque vi trovate.
19 luglio 2018

 

La casa del silenzio

La casa del silenzio

è la cima di un monte senza strade

dove il sole riposa nella notte

e niente vale a disturbarne il sonno.

Solo al mattino

da quel silenzio nasce la parola

che il vento dello spirito diffonde

alla natura intorno,

al mormorio dell’acque,

al fruscio delle piante

ai versi degli uccelli

e giù alla valle

che la parola spegne nel rumore.

20 dicembre 2013

 

Sogno e tradizione

Amico mio cuscino
che accarezzi i miei sogni di bambino
oppure vecchio, non c’è differenza
per te al naufragio della mia coscienza
tra gli scogli del tempo che ho vissuto
nel luogo sconosciuto
che è tra sera e mattino.
Solo con te vicino
vorrei ancora restare
a poltrire e sognare
ma pare tradizione
delle brave persone
ogni giorno feriale
mettersi in posizione verticale.

11 maggio 2018

Vince chi può

Forse non c’è

quel che sognasti invano,

l’amicizia composta dei fratelli

uniti ed abbracciati

a un destino comune.

Ora non c’è

che il flebile respiro

del condannato

che invoca dal potente il suo diritto.

Oppure

la sguaiata rivolta del perdente

incatenato a un odio

senza risorsa alcuna di vittoria.

Vince chi può, ignorando

che all’alba di domani

verrà sconfitto.

Volontà di potenza

(e onnipotenza)

destinata alla croce.

Se mai sarà la pace

sarà dono per tutti

o per nessuno.

**8 aprile 2018

Notturno

La notte,

che non conosce tempo

né memoria,

si allunga

nella febbre dei ricordi

di una dubbia certezza,

trascorsa invano

a fabbricare sogni

e felici illusioni.

Altro non c’è

che il misterioso dono

della bellezza.

30 marzo 2018

Quartiere Latino

Vecchia Parigi mi piacevi tanto,

le finestre sui tetti e le stradine/

profumate di spezie e di croissant,

 

echi di voci e prove di bel canto,

le primizie di frutta e le vetrine/

degli antiquari accanto a Gallimard.

 

Tornate ancora un poco per incanto

ad ammonire giudiziosamente/

il traffico insolente dei boulevard

 

e vezzeggiare un po’ ironicamente

la nostalgia del bel tempo passato/

che oggi mi piace, allora chissà.

19 febbraio 2018

 

 

 

Presente remoto

Liquidamente

vado alla deriva

di memorie disciolte

in un lago di sogni.

Quieto il respiro mi accompagna

amico

nel presente remoto.

Affondo la mia testa

nel cuscino

e ritorno bambino.

8 febbraio 2018

Il canto della merla

Bianco gelo di morte

avvolge il mondo

e noi ne siamo lieti.

Dei fanciulli la festa

tinge di sangue i volti

e d’allegria.

Magie di voci

riempiono il silenzio

di una limpida attesa.

Perché la neve è sogno

e non dolore?

La vita mai non muore./

31 gennaio 2018

Balducceide

13 dicembre 2017 – Da una lunga filastrocca di 53 anni fa, nel lontano 1964. Evidente l’assonanza con quelle del Signor Bonaventura, sul Corriere dei Piccoli. Racconta, in forma di scherzose metafore, un periodo importante della vicenda storica non solo di Ernesto Balducci, ma anche della Chiesa e della politica fiorentina negli anni del Concilio, che porterà  anche alla brusca sostituzione, promossa dalla Democrazia Cristiana, del sindaco Giorgio La Pira con il suo vice sindaco, Piero Bargellini.

Qui comincia l’avventura
di Balduccio pelle dura (1)

che a Firenze in San Gaetano
predicava a tutto spiano.

Anche fuori delle chiese
sobillava le marchese.

Con dispense e volumetti
convertiva giovinetti,

ma coi sacri suoi furori
sgomentava i monsignori.

Con le sue birichinate
sconcertava più di un frate

E qualcuno zitto zitto
andò a dirlo a zio Floritto (2).

Spaventato anziché no
Zio Floritto disse: oibò!

e ne scrisse immantinente
a un altissimo Parente.

Il Parente monsignore (3)
eccellenza e gran dottore

si consulta in Vaticano
col terribile Ottaviano (4).

Ottaviano inquisitore,
dei costumi gran tutore,

guarda con un occhio solo
ma con quello è assai pignolo.

Or gli è presa la mania
di spazzare in sacrestia

e, nascosti tra i sacristi
vede ovunque comunisti.

Scopre che nel basso clero
molto è rosso e poco nero

e anche qualche confratello
sembra già un comunistello.

(Chissà poiché che col suo metro
non sia rosso anche San Pietro).

Un bel dì viene a sapere
dal suo esperto consigliere

che i marxisti hanno la tana
nelle chiese di Toscana.

Dopo lunga riflessione
giunge a questa conclusione:

che sei rossi sono tanti
certo è colpa del vin Chianti

e li avrebbe alfin domati
dando loro del Frascati.

Poi prescrive questa cura
a Balduccio pelle dura

e, per essere più sicuro
che diventi meno duro,

lo spedisce sui Castelli(5)
dai suoi miti confratelli.

Ma Balduccio per dispetto
tiene il Chianti sotto il letto

e la notte nella cella
beve Chianti a garganella

e alle cinque del mattino
si fa un litro di Ruffino.

Se in convento i buoni frati
voglion dargli del Frascati

lui risponde gentilmente
che non beve proprio niente,

ma se va a mangiare fuori
chiede tosto un Serristori

e già prima della frutta
la bottiglia è sempre asciutta.

Passa un giorno, passa l’altro,
ma Balduccio è sempre scaltro.

Con i suoi discorsi strani
scandalizza anche i romani.

Prima ch’egli li abbia visti
sono tutti integralisti,

ma alla fin della lezione
sognan la rivoluzione

e alla terza conferenza
sono per la resistenza..

Ora a Roma tutti quanti
bevon solo vino Chianti

e anche qualche cardinale
trova che non è poi male

se, malgrado i vecchi affanni,
ne beveva anche Giovanni (6).

Mentre, chiuso in Vaticano,
il terribile Ottaviano

per dispetto verso il frate,
beve solo limonate,

il buon Chianti anche al Concilio
manda tutti in visibilio.

Dietro il gran porton di bronzo
c’è qualcuno che è già sbronzo.

Paolo mesto (7), a capo chino,
sta assaggiandone un quartino.

Liberato da ogni cruccio
chiama subito Balduccio

e gli da riconoscente
un miliardo immantinente;

poi si pente e il guiderdone
vien ridotto ad un milione;

si ripente e, sul finire,
gli offre diecimila lire.

Sempre indugia Paolo mesto,
ma Balduccio, lesto lesto,

prende i soldi e in ginocchione
chiede la benedizione,

poi col gruzzoletto in mano
scappa fuor del Vaticano.

Diecimila sono scarsi
ma ce n’è per ubriacarsi

E Balduccio li destina
a fornire la cantina.

Organizza spedizioni
presso tutte le regioni

ed in barba ai benpensanti
manda ovunque vino Chianti.

Catechizza i più beoni
e li chiama “Testimoni”(8),

per cui son Testimonianze
le peggiori stravaganze.
……………(omissis)……………………………………….
Dal suo capo si fa dare
il dovuto benestare

e abbandona il suo confino
con un carico di vino.

Dai bei colli fiesolani (9)
studia nuovi, arditi piani

ed aspetta l’occasione
di ripeter l’invasione.

Non finisce l’avventura
di Balduccio Pelledura.

Alla prossima puntata
vi diremo come è andata.

NOTE

  1. Padre Ernesto Balducci
  2. Ermenegildo Florit, arcivescovo di Firenze
  3. mons.Parente, braccio destro del Cardinale Ottaviani
  4. Cardinale Ottaviani, capo del Sant’Uffizio (att. Congr. per la dottrina della fede)
  5. Il collegio degli Scolopi di Frascati, esilio di Balducci
  6. Papa Giovanni
  7. Paolo Sesto
  8. i redattori di Testimonianze (tra i quali anch’io)
  9. la Badia Fiesolana dove ha vissuto fino alla morte nel 1992 padre ernesto Balducci e seconda sede, dopo via Gino Capponi, della rivista.

Vecchiaia

Lo so che vado ormai per una strada

che finirà nel nulla e ad ogni curva

un  eguale paesaggio ripropone.

La vecchiaia va presa con le buone

e amico io sorrido con me stesso.

Il futuro dei vecchi è sempre adesso.

24 novembre 2017

Dai monti della Tolfa

Eppure anch’io

galoppavo felice

sul cavallo incantato

della mia sorte amica.

In cima alla collina

mi attendeva l’abbraccio

sconfinato del mare

alla fatica lieve

dell’impresa compiuta.

5  novembre 2017

Dantesca

La via diritta che tentavo invano

il quia frugando della vita eterna

astrar non puote dal cerebro umano

che cerca sì ma come una lanterna

che illuminando va tutta la mente

solo volgendo nella parte interna

e quella pure non profondamente

per il mirar dell’uomo sì meschino

che poco annota e tutt’intorno niente

(divertimento del 31 0ttobre 2017)

Accidia

Non so come fare,
ma basta che dica:
per togliere il ragno dal buco
mi rivolgerò ad un amico
per subito dopo pensare
a quanta fatica mi toccherà fare
per farmelo amico.

ottobre 2017

Rughe

Le rughe sul mio sul tuo viso

sono il nostro romanzo d’amore

segnato nel volto e nella mente

inevitabilmente

dall’invidia del tempo per la vita.

Lo sai anche tu, cara amica,

che amare è una dolce fatica.

Ma, credimi, basta un sorriso

per ringiovanire il tuo viso.

E come in autunno

le foglie si arrendono al vento

verrà quel momento

che noi accoglieremo la sorte.

Soltanto chi ha camuffato la vita

nasconde la morte

20 settembre 2017

Libertà vigilata

Libertà mia tradita e immaginaria

che mi esortavi  a prendere la croce

perché perdessi il sonno e la mia voce

per costruire i tuoi castelli in aria,

sarà per te che non ascolto il canto

di sirene che invitano al piacere

e corro avanti senza mai vedere

le belle cose che mi stanno accanto.

Le belle cose anch’esse fatte d’aria

com’erano le bolle di sapone

che scoppiando ci davano lezione:

la vita è bella solo perché è varia.

24 luglio 2017

Epigramma

Poi salirò nell’aria

col fumo delle ceneri diffuse

al vento della Vita,

ma lo spirito resta

di quel che ho dato a questo mondo ignaro

che non rilascia mai una ricevuta.

18 luglio 2017