Quanto pesa una farfalla? (videopoesia 00:25″ )

Lieve danzava in volo la farfalla

sorridendo dall’alto alla formica,

ora che è morta pesa sulla spalla

di chi campa soltanto di fatica:

“Cara mia dolce farfallina gialla,

ma quanto pesi, Dio ti benedica!”

Vacanza

Tempo felice è quello

che non ha più dei vuoti da riempire

in attesa del nulla

e il nulla è dato già come sovrano

e più felice se nel solo incanto

dell’ora attuale trova compimento.

Come il silenzio di una bella donna

che ti guarda e sorride

e piano piano

ti accarezza la mano.

***Abbadia San Salvatore, 2 agosto 2019

Mistero eloquente

Cerco

nel bianco e nero della mia memoria

il senso di una storia

e di una vita,

la sequenza infinita

delle occasioni avute

e di quelle afferrate,

godute e poi svanite

nell’eloquenza muta del mistero,

dove tutte le vite,

vissute e poi smarrite,

conversano tra loro nel pensiero.

 

***15 luglio 2019

Social, non social

Piace e offende

il buon selvaggio che addenta la mela

ostentando il suo rutto di piacere.

Piace e offende

come il tornare indietro alle maniere

di un branco non ancora società.

Madama Civiltà,

che insegnava a sbucciare le parole

come la frutta

ormai tace e si arrende.

Anche la scuola non ci fa più caso.

Pertanto il buon selvaggio

ammicca sghignazzando in un messaggio:

fossimo noi ad aver la puzza al naso?

***13 luglio 2019

Sine Cura

Alla premiata ditta del piacere,

che di curare i sensi si compiace,

prima che giunga la stimata pace

farei ancora domanda di godere

quel tanto che prevede la natura

quando la vita è ormai una sinecura.

 

luglio 2019

T.I.N.A.*

Profumati d’incenso

come quei vecchi canti in processione

inni salgono al cielo

del libero mercato,

invocano perdono per l’offesa.

Non sanno i miscredenti

che “non c’è alternativa”.

 

*There Is No Alternative, altre mie poesie cliccando su www.nandocan.info

21 giugno 2019

Prologo

Amo il silenzio delle mie parole

nell’incanto notturno del pensiero

che si affaccia dal sogno

e componendo va la musica dei versi

fino al ritorno di una voce amica

che dica il quando e il come della mente.

A lei dono quei versi e a chi li ascolta.

 

***12 giugno 2019

 

(Nella foto un particolare del dipinto di Max Ernst “La realidad es un collage”. A quanti apprezzano le mie poesie l’omaggio di un piccolo ebook , intitolato “Pensando in versi (1988- 2018)” che può essere scaricato liberamente e senza pubblicità cliccando su www.nandocan.info)

Nelle cose

La mia ragione

che non è la tua

che non è quella di quel mondo infame

dove si danno per scontate cose

che non lo sono

e se lo sono, dite, fino a quando?

Anche cambiare il mondo è nelle cose.

***7 giugno 2019

Schianta la Storia

Schianta la Storia e cade, come il ramo
da un tronco antico rotto alle tempeste,
monumento del bosco che più amo.
All’ombra sua fiorivano le feste
e alla musica dolce dei fringuelli
ignare danze lieti ballavamo.
Eppure di quel tronco sapevamo
che  a quel suono marciavano gli insetti
divorandone il legno piano piano.
Ora che cade sulle nostre teste
li vediamo fuggire, poveretti,
ai nostri piedi e noi li calpestiamo.

Praterie della mente*

Praterie della mente

in cui mi inoltro a stento

più spesso divagando

per sentieri già noti,

cala la nebbia

e il mio cavallo è stanco

ma fiuta il vento verso l’orizzonte

dove selvaggi

altri cavalli sgroppano felici.

***26 maggio 2019

*Altre mie poesie su nandocan magazine 2

Le anime di sabbia (02:52)

Roma, 11 aprile 2019 – L’antico, magnifico castello sul mare di Santa Severa ospita fino al 14 aprile la mostra di un singolare scultore romano, Alberto Ricci, il primo al mondo a creare sculture solide con la sabbia utilizzando materiali idonei a renderla compatta. Ha scoperto e ideato queste sculture nelle fonderie dove realizzava i suoi lavori in bronzo, le une come gli altri esposti nella mostra. Le opere in “sabbia scolpita” sono state modellate con la lima e sembrano avere la consistenza di una roccia sedimentaria. E in questi piccoli capolavori si possono ammirare gli effetti sorprendenti ed inusuali che le minuscole particelle di sabbia riescono ad offrire accanto alla meraviglia di riconoscere in esse quelle immagini che la fantasia del vento avrebbe potuto operare nel tempo.

Il video si conclude con una breve poesia da me scritta per l’occasione. Ecco il testo:

Siamo anche noi delle anime di sabbia

dono d’amore della terra all’aria

e dell’acqua alla terra

come i nostri castelli di fanciulli

abbandonati all’energia del vento

Morto all’età di 60 anni nel 2003, Alberto Ricci aveva già avuto modo di fare apprezzare la genialità delle sue creazioni in Italia e all’estero. In un manifesto esposto alla mostra, datato 1965, aveva anche indicato le idee a cui si è ispirato nelle righe che seguono:

Energia  “essenzialismo”. l’arte non morirà. Ogni essere, persona, tempo, sentimento, materia, mondo, universo, infinito…. Il tutto è subordinato ad essa: energia. L’arte è energia qualsivoglia. Ora io dico per quanto sopra descritto che l’energia è e rappresenterà il fulcro di ogni cosa. Quindi una scultura o pittura che si voglia fare ha sempre una sua caratteristica, propria di ogni persona che abbia potenzialmente acquistato una certa energia, infatti ogni essere che nasce e vive nel suo tempo acquista sin dalle origini un suo preciso timbro. E tutto ciò aumenta approfondendo esso. L’opera è sempre un’invenzione continua e valida, ciò che diventa sia la propria essenza. Ogni epoca avrà una precisa caratteristica affinché i figli, che sono di quel tempo, le opere li rappresentano. Per queste mie vedute e pensieri, emano, io  Alberto Ricci, il movimento universale “Energia dell’Essenzialismo”, in Roma fulcro, apice di tutto ad essa.

La sconfitta del mondo*

Cammina sulle acque

la sconfitta del mondo

ora sfidando

la presuntuosa gotica certezza

di verità consunte

e magnifiche sorti e progressive.

La vediamo affondare

nel gorgo secolare

del pregiudizio.

Aspettando la Storia.

***11 marzo 2019

 

  • La sconfitta del mondo documentata oggi dal dramma dei migranti, perché coincide con le cause strutturali delle loro partenze forzate: impoverimenti, fame, penuria di acqua, di terra, di lavoro, di abitazioni, oppressione, violenza, guerre, disastri ambientali e climatici. E al tempo stesso con il fallimento della nostra cultura,  l’inadeguatezza della nostra politica e della nostra economia, morale e religione. Con la nostra disumanità.

Nei vapori di un sogno

Nei vapori di un sogno

m’intrattiene, cullandomi, una barca

remando piano fino ad accostare

alla riva del giorno,

poi con lo sguardo attorno

accarezzare

lo scoglio della vita,

il respiro del mare.

 

27 febbraio 2019

Disincanto

Un sogno non può essere tradito,

di tradimenti è fatta la realtà.

Giustizia e libertà sono nel sogno

Bisogno non il sogno è la realtà.

Ma se i bisogni riempiono la vita

la vita che non sogna è già finita.

 

12 febbraio 2019

Nuovo inizio

Dall’albero appassito

cade una fronda

e un’altra

e ancora un’altra,

finché la pianta nuda reca in vetta

poche foglie soltanto.

Per lei è la fine, dicono passando.

Il potatore invece ora sorride.

 

7 febbraio 2019

All’ora

Di quelle grida mute

di parole perdute

meglio allora la morte

e il suo silenzio.

 

*28 gennaio 2019

Emozioni ignare

Lande sperdute della mia memoria/

sui vostri passi non vorrei tornare/

ma rivedervi sì, come dal treno/

scorre un passato di emozioni ignare,/

 

respirare il futuro in cui speravo,/

ritrovare il piacere di lottare/

contro la schiavitù dell’obbedire/

con la vana illusione di ordinare/

 

un paesaggio in perpetua evoluzione/

che non afferro e non saprò fermare/

fin quando arriverò alla mia stazione.//

 

14 gennaio 2019

 

 

La vite

Migliaia di piccole viti/

confuse, ammucchiate/

per una soltanto che serve/

diversa da tutte/

la cerco/

la trovo, mi sfugge/

ricade nel mucchio/

si perde/

ritorno a cercarla/

la vite o la vita, chissà.//

11 gennaio 2019

Rosso Natale

Strade malate della mia città/

dove grida la rabbia dei motori/

e sui rifiuti pascola il gabbiano,/

non guarirete con il vostro affanno./

*/

Una ciliegia rossa per Natale/

quella sì la vorrei, quella soltanto,/

gonfia di sole, ricca di promesse,/

 gustosa tanto da goderne un anno./

Roma, Natale 2018

I pini di Roma

Ma nell’azzurro gelido dicembre/
sta la maestà dei pini contro il sole/
liberando lo sguardo/
dall’osceno paesaggio delle strade./

19 dicembre 2018