Archivi tag: San Pietro

Via la befana…arriva il Carnevale (3’55”)

Da 33 anni per la festa dell’Epifania a Roma si rinnova lo spettacolo del corteo storico folcloristico “Viva la Befana“. Al termine dell’Angelus e della benedizione papale di mezzogiorno, 1500 figuranti giunti dai comuni laziali ma anche da altre regioni (Abruzzo,Molise, Campania, Sardegna) hanno reso omaggio al Bambino Gesù del Presepe di Piazza SanPietro, sfilando poi tra due ali gremite di folla lungo via della Conciliazione. Una straordinaria fantasmagoria di costumi, bandiere e bande musicali, di cui ho tratto per voi, in meno di quattro minuti di video Full HD, gli aspetti più spettacolari e divertenti. Il corteo, era come sempre promosso e organizzato da Europae Fami.li.a. (Famiglie Libere Associate d’Europa) allo scopo di “celebrare l’Epifania all’insegna della pace, della solidarietà e della fratellanza tra i popoli”.

Balducceide

13 dicembre 2017 – Da una lunga filastrocca di 53 anni fa, nel lontano 1964. Evidente l’assonanza con quelle del Signor Bonaventura, sul Corriere dei Piccoli. Racconta, in forma di scherzose metafore, un periodo importante della vicenda storica non solo di Ernesto Balducci, ma anche della Chiesa e della politica fiorentina negli anni del Concilio, che porterà  anche alla brusca sostituzione, promossa dalla Democrazia Cristiana, del sindaco Giorgio La Pira con il suo vice sindaco, Piero Bargellini.

Qui comincia l’avventura
di Balduccio pelle dura (1)

che a Firenze in San Gaetano
predicava a tutto spiano.

Anche fuori delle chiese
sobillava le marchese.

Con dispense e volumetti
convertiva giovinetti,

ma coi sacri suoi furori
sgomentava i monsignori.

Con le sue birichinate
sconcertava più di un frate

E qualcuno zitto zitto
andò a dirlo a zio Floritto (2).

Spaventato anziché no
Zio Floritto disse: oibò!

e ne scrisse immantinente
a un altissimo Parente.

Il Parente monsignore (3)
eccellenza e gran dottore

si consulta in Vaticano
col terribile Ottaviano (4).

Ottaviano inquisitore,
dei costumi gran tutore,

guarda con un occhio solo
ma con quello è assai pignolo.

Or gli è presa la mania
di spazzare in sacrestia

e, nascosti tra i sacristi
vede ovunque comunisti.

Scopre che nel basso clero
molto è rosso e poco nero

e anche qualche confratello
sembra già un comunistello.

(Chissà poiché che col suo metro
non sia rosso anche San Pietro).

Un bel dì viene a sapere
dal suo esperto consigliere

che i marxisti hanno la tana
nelle chiese di Toscana.

Dopo lunga riflessione
giunge a questa conclusione:

che sei rossi sono tanti
certo è colpa del vin Chianti

e li avrebbe alfin domati
dando loro del Frascati.

Poi prescrive questa cura
a Balduccio pelle dura

e, per essere più sicuro
che diventi meno duro,

lo spedisce sui Castelli(5)
dai suoi miti confratelli.

Ma Balduccio per dispetto
tiene il Chianti sotto il letto

e la notte nella cella
beve Chianti a garganella

e alle cinque del mattino
si fa un litro di Ruffino.

Se in convento i buoni frati
voglion dargli del Frascati

lui risponde gentilmente
che non beve proprio niente,

ma se va a mangiare fuori
chiede tosto un Serristori

e già prima della frutta
la bottiglia è sempre asciutta.

Passa un giorno, passa l’altro,
ma Balduccio è sempre scaltro.

Con i suoi discorsi strani
scandalizza anche i romani.

Prima ch’egli li abbia visti
sono tutti integralisti,

ma alla fin della lezione
sognan la rivoluzione

e alla terza conferenza
sono per la resistenza..

Ora a Roma tutti quanti
bevon solo vino Chianti

e anche qualche cardinale
trova che non è poi male

se, malgrado i vecchi affanni,
ne beveva anche Giovanni (6).

Mentre, chiuso in Vaticano,
il terribile Ottaviano

per dispetto verso il frate,
beve solo limonate,

il buon Chianti anche al Concilio
manda tutti in visibilio.

Dietro il gran porton di bronzo
c’è qualcuno che è già sbronzo.

Paolo mesto (7), a capo chino,
sta assaggiandone un quartino.

Liberato da ogni cruccio
chiama subito Balduccio

e gli da riconoscente
un miliardo immantinente;

poi si pente e il guiderdone
vien ridotto ad un milione;

si ripente e, sul finire,
gli offre diecimila lire.

Sempre indugia Paolo mesto,
ma Balduccio, lesto lesto,

prende i soldi e in ginocchione
chiede la benedizione,

poi col gruzzoletto in mano
scappa fuor del Vaticano.

Diecimila sono scarsi
ma ce n’è per ubriacarsi

E Balduccio li destina
a fornire la cantina.

Organizza spedizioni
presso tutte le regioni

ed in barba ai benpensanti
manda ovunque vino Chianti.

Catechizza i più beoni
e li chiama “Testimoni”(8),

per cui son Testimonianze
le peggiori stravaganze.
……………(omissis)……………………………………….
Dal suo capo si fa dare
il dovuto benestare

e abbandona il suo confino
con un carico di vino.

Dai bei colli fiesolani (9)
studia nuovi, arditi piani

ed aspetta l’occasione
di ripeter l’invasione.

Non finisce l’avventura
di Balduccio Pelledura.

Alla prossima puntata
vi diremo come è andata.

NOTE

  1. Padre Ernesto Balducci
  2. Ermenegildo Florit, arcivescovo di Firenze
  3. mons.Parente, braccio destro del Cardinale Ottaviani
  4. Cardinale Ottaviani, capo del Sant’Uffizio (att. Congr. per la dottrina della fede)
  5. Il collegio degli Scolopi di Frascati, esilio di Balducci
  6. Papa Giovanni
  7. Paolo Sesto
  8. i redattori di Testimonianze (tra i quali anch’io)
  9. la Badia Fiesolana dove ha vissuto fino alla morte nel 1992 padre ernesto Balducci e seconda sede, dopo via Gino Capponi, della rivista.

Romani per caso (videopoesia)

Ironico rispettoso omaggio alla dea Roma e ai milioni di turisti , romani “per caso”, che hanno dedicato qualche giorno o qualche ora alla disordinata vita di questa città. Le riprese del breve video (meno di quattro minuti) sono state fatte con videocamera Sony nel maggio scorso.

 

Il testo della videopoesia:

Sei mai venuto a Roma in primavera,
quando la dea concede le sue grazie
alle folle scomposte di gitanti,
romani improvvisati?

Un sorriso alla foto d’ordinanza,
la debolezza umana di un ricordo,
e si ritorna a bordo.

Un concerto di suoni e di colori
li accompagna nei vicoli affollati
di Trastevere in festa.

Biondo di sole il Tevere saluta
e benedice tutti con la sconcia
risata dei gabbiani.

Esplode nei mercati vaticani
la povera abbondanza dei migranti
sciorinata ai passanti.

Alla grande bellezza contraffatta
si affaccia il papa buono
invocando perdono.

Roma, San Pietro. Tra un asino e un bue.

Animali vivi e “de coccio” a San Pietro per la festa di Sant’Antonio Abate, 17 gennaio 2015.

I mercati vaticani (video 3’13”)

mercati vaticaniC’è un miracolo a cui possono assistere tutti e avviene ogni domenica mattina nei dintorni immediati del Vaticano, prima e dopo l’Angelus di Papa Francesco. E’ il miracolo della moltiplicazione dei foulard e delle borse, che a centinaia  sono offerte in vendita da nugoli di immigrati. Il mistero è: se dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci avanzarono 12 ceste, quante ne avanzeranno tra sciarpe e borsette? Quanti pellegrini/turisti acquisteranno quegli incredibili oggettini colorati di materia elastica deformabile da sbattere e raccogliere continuamente da terra? Quanto possono ricavare gli immigrati africani o asiatici da questo improbabile commercio? Se consideriamo anche la fatica di disporre e raccogliere continuamente la merce per esser pronti a fuggire ad ogni passaggio della polizia, come nel finale di questo breve video), allora il miracolo più grande è la pazienza dei vucumprà (e un po’ anche quella dei romani).

 

Rome, we’ve been there

fotografati a San PietroI live in Rome (Italy), near St. Peter’s and Sant’Angelo’s castle, where thousands of visitors from all over the world everyday love to have their photograph taken with the most famous monuments in the background. This 3′ video is dedicated to them.

 

Abito a Roma, a due passi da San Pietro e Castel Sant’Angelo, dove ogni giorno migliaia di visitatori da ogni parte del mondo amano farsi fotografare sullo sfondo dei monumenti più famosi del mondo. A loro è dedicato questo piccolo video, girato in un tramonto di ottobre.