Via la befana…arriva il Carnevale (3’55”)

Da 33 anni per la festa dell’Epifania a Roma si rinnova lo spettacolo del corteo storico folcloristico “Viva la Befana“. Al termine dell’Angelus e della benedizione papale di mezzogiorno, 1500 figuranti giunti dai comuni laziali ma anche da altre regioni (Abruzzo,Molise, Campania, Sardegna) hanno reso omaggio al Bambino Gesù del Presepe di Piazza SanPietro, sfilando poi tra due ali gremite di folla lungo via della Conciliazione. Una straordinaria fantasmagoria di costumi, bandiere e bande musicali, di cui ho tratto per voi, in meno di quattro minuti di video Full HD, gli aspetti più spettacolari e divertenti. Il corteo, era come sempre promosso e organizzato da Europae Fami.li.a. (Famiglie Libere Associate d’Europa) allo scopo di “celebrare l’Epifania all’insegna della pace, della solidarietà e della fratellanza tra i popoli”.

Chi si ricorda di Tor di Nona? (video 1’27”)

 

Roma, 14 marzo 2017 – Un asino con le ali è il simbolo di questa via romana, sovrastata dal Lungotevere quasi di fronte a Castel Sant’Angelo. Era già stata sgomberata una prima volta negli anni trenta, gli abitanti trasferiti nei nuovi quartieri periferici. Il progetto era quello di demolire le case per allargare il lungotevere come era avvenuto poco prima per via della Conciliazione, ma venne la guerra e non se ne fece più nulla. Alla fine degli Anni Sessanta, in piena contestazione giovanile, le case furono occupate da alcuni studenti (qualcuno tra questi divenne famoso, come l’attrice-modella Isabella Rossellini), le pareti dipinte da bellissimi murales, tra cui capeggiava un asilo volante, simbolo di libertà e di utopia.

Gli studenti volevano far aprire gli occhi agli Amministratori su quella via, in pieno centro, vergognosamente degradata. Ci fu qualche promessa di intervento, ma poi gli anni della contestazione passarono senza che nessun amministratore provvedesse al risanamento. Le case furono occupate dai senza tetto e diventavano sempre più fatiscenti, fino a quando la giunta Veltroni mandò i vigili a liberarle e a restaurare la strada, che ora ospita gallerie d’arte, atelier di pittori e stilisti, negozi di oggettistica e design. Ma si decise di conservare in parte i murales, a ricordo di quegli anni ruggenti. Nonostante sia a pochi passi dall’affollatissimo ponte Sant’Angelo, Tor di Nona rimane nascosta e solo qualche turista più curioso passa a visitarla.

Anteprima…vera (video 1’32”)

Roma, anteprima di primavera intorno al laghetto di Villa Pamphili. Dove si vede che anche un bell’anatroccolo corre dei rischi.

Contaci, se vuoi contare (video 5’37”)

ContaciSarà una riunione politica come le altre, ripetevo tra me prima di entrare al Palazzetto dello Sport. Una serie di discorsi dal palco, con qualche minuto in coda per qualche domanda. E quel titolo, Contaci, che cosa voleva dire? Renditi conto di quanti siamo? Una sfida azzardata per una nuova iniziativa, considerata la grandezza del locale e la pigrizia dei romani la domenica mattina. Soltanto dopo ho capito che il titolo significava qualcos’altro.

Domenica 6 marzo 2016, dopo una serie di incontri nei diversi quartieri della capitale, “CONTACI”, l’ultima novità dell’associazionismo di sinistra aveva invitato iscritti e simpatizzanti ad un esperimento di partecipazione definito “laboratorio 1000”, in vista delle prossime elezioni amministrative della città. Tra i promotori Luca Bergamo, l’inventore di «Enzimi» ora segretario di Culture Action Europe; Fiorella Farinelli, già assessore nelle due giunte Rutelli; Luigi Corvo punto di riferimento a Roma di Pippo Civati per «Possibile» e Emilia La Nave, presidente di Parte Civile, il movimento che appoggia Ignazio Marino.

Obbiettivo del “laboratorio” quello di offrire un nuovo modello di partecipazione: non si governa la città, ma si governa ‘con la città’. Forse non sarebbe stato facile riprodurre su larga scala un esperimento del genere. Ma il suo valore simbolico e pedagogico resta considerevole.

Con questo esperimento, Contaci diceva ai romani che nulla sarebbe cambiato senza ricostruire i legami sociali interrotti dalle precedenti esperienze di governo. Bisognava trovare il modo di parlare a quel cinquanta per cento di cittadini che non vanno più a votare. Bisognava progettare con loro nuovi modelli di governance a partire dai loro bisogni reali. E coinvolgerli poi in tutti i passaggi decisionali. Solo contando su tutto questo nascerà nei cittadini la consapevolezza di poter contare.

 

Romani per caso (videopoesia)

Ironico rispettoso omaggio alla dea Roma e ai milioni di turisti , romani “per caso”, che hanno dedicato qualche giorno o qualche ora alla disordinata vita di questa città. Le riprese del breve video (meno di quattro minuti) sono state fatte con videocamera Sony nel maggio scorso.

 

Il testo della videopoesia:

Sei mai venuto a Roma in primavera,
quando la dea concede le sue grazie
alle folle scomposte di gitanti,
romani improvvisati?

Un sorriso alla foto d’ordinanza,
la debolezza umana di un ricordo,
e si ritorna a bordo.

Un concerto di suoni e di colori
li accompagna nei vicoli affollati
di Trastevere in festa.

Biondo di sole il Tevere saluta
e benedice tutti con la sconcia
risata dei gabbiani.

Esplode nei mercati vaticani
la povera abbondanza dei migranti
sciorinata ai passanti.

Alla grande bellezza contraffatta
si affaccia il papa buono
invocando perdono.

Roma, San Pietro. Tra un asino e un bue.

Animali vivi e “de coccio” a San Pietro per la festa di Sant’Antonio Abate, 17 gennaio 2015.

Miracoli e miti

Papi santiE’ una videopoesia da me registrata a Roma a commento della immensa folla di pellegrini che assediavano piazza San Pietro la mattina di domenica scorsa, 27 aprile 2014, per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Ecco il testo:

Ma non è forse questa/ Una storia di greggi e di pastori/ di miracoli e riti generati/ nel viaggio dei millenni/ dall’anima profonda della specie?

In principio era il verbo/ ossia la voce che legava le pecore al pastore./ Fu quando riconobbero il dolore/ che i belati divennero preghiere/ e le coscienze chiesero prodigi/ che guarissero i mali della sorte/ e gli incubi di morte.

Misericordia, il nome del pastore./ E la colpa fu sciolta dall’errore/ dal dolore la pena. /Finché in cielo si aprirono le porte/ e nel seno di Abramo perdonati/ gioirono i beati.

27 aprile 2014 (Domenica dei Papi Santi)

I mercati vaticani (video 3’13”)

mercati vaticaniC’è un miracolo a cui possono assistere tutti e avviene ogni domenica mattina nei dintorni immediati del Vaticano, prima e dopo l’Angelus di Papa Francesco. E’ il miracolo della moltiplicazione dei foulard e delle borse, che a centinaia  sono offerte in vendita da nugoli di immigrati. Il mistero è: se dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci avanzarono 12 ceste, quante ne avanzeranno tra sciarpe e borsette? Quanti pellegrini/turisti acquisteranno quegli incredibili oggettini colorati di materia elastica deformabile da sbattere e raccogliere continuamente da terra? Quanto possono ricavare gli immigrati africani o asiatici da questo improbabile commercio? Se consideriamo anche la fatica di disporre e raccogliere continuamente la merce per esser pronti a fuggire ad ogni passaggio della polizia, come nel finale di questo breve video), allora il miracolo più grande è la pazienza dei vucumprà (e un po’ anche quella dei romani).

 

Chun Jie a Roma (“festa di primavera”)

Cina anno del cavalloNoi lo chiamiamo “capodanno cinese”, per loro è Chun Jie, che vuol dire festa di primavera. In piazza del Popolo, a Roma, un pomeriggio quasi primaverile ha riunito qualche migliaio di italiani e cinesi per uno spettacolo davvero insolito, con decine di musicisti, attori,cantanti.  Un singolare concerto per barattoli e tamburi saluta l’anno del “Cavallo”, che poi è una delle dodici costellazioni dello zodiaco cinese. In omaggio all’Italia, tre tenori cantano “O sole mio”. Incontro di due culture lontane. Diverso è bello.

Vendi e fuggi

vu cumprà a Sant'AngeloA Roma, davanti a Castel Sant’Angelo il mercato abusivo dei vu cumprà, costretti alla fuga ad ogni incursione della polizia.

Casa Sejdic

Sevla SejdicIn tempi come questi di timori, diffidenza ma anche intolleranza nei confronti degli immigrati mi è parso utile proporre questo mio breve “inno alla buona integrazione”. Sevla Sejdic, una signora rom madre di otto figli, non ha niente in comune con la raffinata protagonista di “Casa Howard” se non l’amore sviscerato per la sua abitazione romana, un vecchio garage dismesso che con la sua famiglia ha occupato e trasformato negli anni secondo le proprie necessità. Il vivace racconto delle sue esperienze di vita è un esempio di come sia possibile anche a chi proviene dal nomadismo integrarsi con gli altri cittadini quando vi sia una comune determinazione a sconfiggere il pregiudizio.

SPQR (Sono Pazzi Questi Romani)

Romolo e RemoEr giorno avanti de fondare Roma,

pur con rispetto all’augusta persona,

la prima cosa che je disse Remo
 
dice che fu: a’ Romolo, si’ scemo?

Pare che mi’ fratello nun se ‘ntenne

de come se comanna su li pazzi,

pe’ nun falli resta’ drento a le tenne

li vorrebbe allocà ne li palazzi.

Ma presto ha da capi’ che nun è ‘r caso,

che poi lo pijeranno per il naso.

Li matti è mejo che li fai scappare.

Drento ar palazzo, vonno comannare.
 
Ciò detto, fece ‘n sarto sopr’ er fosso
 
ridenno e sghignazzanno a più non posso.
 
Romolo sbianca: nun ce se po’ créde,
 
ma allora dillo che si’ propio ‘n fijo
 
de ‘na mignotta, mo’ te faccio véde 
 
ch’a Roma er primo pazzo sono io!
 
E acchiappato da tera ‘n gran pietrone
 
mannò a quell’antro monno er fanfarone./