Romani per caso (videopoesia)

Ironico rispettoso omaggio alla dea Roma e ai milioni di turisti , romani “per caso”, che hanno dedicato qualche giorno o qualche ora alla disordinata vita di questa città. Le riprese del breve video (meno di quattro minuti) sono state fatte con videocamera Sony nel maggio scorso.

 

Il testo della videopoesia:

Sei mai venuto a Roma in primavera,
quando la dea concede le sue grazie
alle folle scomposte di gitanti,
romani improvvisati?

Un sorriso alla foto d’ordinanza,
la debolezza umana di un ricordo,
e si ritorna a bordo.

Un concerto di suoni e di colori
li accompagna nei vicoli affollati
di Trastevere in festa.

Biondo di sole il Tevere saluta
e benedice tutti con la sconcia
risata dei gabbiani.

Esplode nei mercati vaticani
la povera abbondanza dei migranti
sciorinata ai passanti.

Alla grande bellezza contraffatta
si affaccia il papa buono
invocando perdono.

I mercati vaticani (video 3’13”)

mercati vaticaniC’è un miracolo a cui possono assistere tutti e avviene ogni domenica mattina nei dintorni immediati del Vaticano, prima e dopo l’Angelus di Papa Francesco. E’ il miracolo della moltiplicazione dei foulard e delle borse, che a centinaia  sono offerte in vendita da nugoli di immigrati. Il mistero è: se dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci avanzarono 12 ceste, quante ne avanzeranno tra sciarpe e borsette? Quanti pellegrini/turisti acquisteranno quegli incredibili oggettini colorati di materia elastica deformabile da sbattere e raccogliere continuamente da terra? Quanto possono ricavare gli immigrati africani o asiatici da questo improbabile commercio? Se consideriamo anche la fatica di disporre e raccogliere continuamente la merce per esser pronti a fuggire ad ogni passaggio della polizia, come nel finale di questo breve video), allora il miracolo più grande è la pazienza dei vucumprà (e un po’ anche quella dei romani).

 

Vendi e fuggi

vu cumprà a Sant'AngeloA Roma, davanti a Castel Sant’Angelo il mercato abusivo dei vu cumprà, costretti alla fuga ad ogni incursione della polizia.

Casa Sejdic

Sevla SejdicIn tempi come questi di timori, diffidenza ma anche intolleranza nei confronti degli immigrati mi è parso utile proporre questo mio breve “inno alla buona integrazione”. Sevla Sejdic, una signora rom madre di otto figli, non ha niente in comune con la raffinata protagonista di “Casa Howard” se non l’amore sviscerato per la sua abitazione romana, un vecchio garage dismesso che con la sua famiglia ha occupato e trasformato negli anni secondo le proprie necessità. Il vivace racconto delle sue esperienze di vita è un esempio di come sia possibile anche a chi proviene dal nomadismo integrarsi con gli altri cittadini quando vi sia una comune determinazione a sconfiggere il pregiudizio.