Archivi tag: centrosinistra

sondaggio SWG per Agorà: la maggioranza di 5 stelle per un’alleanza col PD

SEGGI ELETTORALI

venerdì 1 marzo 2013, da clandestino web

I primi sondaggi post elettorali evidenziano come gli italiani non abbiano gradito l’esito delle elezioni: il 40% giudica negativamente il risultato elettorale, mentre addirittura il 33% lo giudica molto negativamente. Solo un 4% giudica molto positivamente il nuovo panorama elettorale, mentre il 23% commenta positivamente i nuovi scenari.

Secondo il sondaggio Swg presentato durante la trasmissione Agorà, gli italiani sono però mediamente tutti d’accordo su un dato: è il Movimento 5 stelle il vero vincitore di questa tornata elettorale: il 63% è convinto che sia il movimento di Grillo il vero vincitore, mentre solo il 10% pensa che la vittoria sia andata al centrodestra e alla grande rimonta eseguita dalla coalizione. Solo l’8% invece pensa che abbia vinto, la coalizione che, di fatto ha vinto e cioè il centrosinistra.

Alla luce dei risultati, per gli elettori di centrosinistra, il Pd dovrebbe allearsi con il Movimento 5 Stelle (72%); gli elettori sono meno convinti invece sulla questione del governissimo, che piace solo un 16%. L’ipotesi di una alleanza con il Movimento 5 stelle, piace anche alla maggioranza degli elettori del movimento, che convince il 66%.

 

Massimo Marnetto: governo di stello-sinistra?

sondaggi parlamentoCalano i votanti, esplodono i grillini, risuscita B, vince la sinistra al foto-finish.

E adesso?
 L’Italia deve uscire da questo stallo usando le stelle.
Quelle di Grillo.per una collaborazione di stello-sinistra, non basata su un matrimonio di legislatura (per il genovese sarebbe un “inciucio” improponibile), ma su votazioni di fatto per raggiungere singoli obiettivi.
Sì perché guardando i programmi della coalizione di sinistra e del M5S le coincidenze ci sono e su punti importanti.
Legge sul conflitto d’interessi in primis.
Ma anche sulla riduzione dei costi della politica, sulla trasparenza e forse anche su una nuova legge elettorale.
Quindi, la situazione è molto complicata, ma lavorando con accortezza, se ne può trarre un vantaggio per il Paese.
perché se i grillini daranno il loro contributo, ne gioverà l’intero sistema; se faranno solo confusione, finiranno.
Certo, non si prospetta una legislatura intera, ma la governabilità non è preclusa a priori, purché il PD lavori con intelligenza, fuori e dentro di sé.
Con alleanze di scopo per governare.
Ed un prossimo congresso di grande rinnovamento, non solo anagrafico, ma di idee e di apertura.
Massimo Marnetto

Anche “Critica liberale” invita a votare per il centrosinistra

emergenza democratica“….Siamo stati critici accaniti della Sinistra organizzata, ne conosciamo tutti i difetti che risalgono alla sua cultura politica, al suo ceto dirigente, al suo opportunismo. Ma poniamo al primo posto la necessità assoluta di battere il berlusconismo e non vediamo alcuna realistica alternativa al voto per l’attuale coalizione di centrosinistra. E il successo del centrosinistra deve essere netto e portare all’autosufficienza, altrimenti il centrosinistra ha l’alibi per non assumersi la responsabilità delle proprie scelte di governo rifugiandosi nelle paludi dei veti reciproci e della complicità del consociativismo.
Né il qualunquismo sempre più di estrema destra di Grillo né l’ipocrita rivoluzione di Ingroia, utile solo a salvare dallo sfascio il personale politico dell’estrema sinistra paleolitica, costituiscono un’alternativa politica e numerica. Anche involontariamente, il voto disutile è oggettivamente un voto a favore di Berlusconi.
Siamo convinti che l’esperimento di Monti debba essere incoraggiato, perché nella ristrutturazione del sistema politico l’affermazione di una forza di centrodestra non cialtrona è un passo necessario, utile anche per un futuro rinnovamento del centrosinistra. Auspichiamo che Monti possa superare anche di un solo voto la coalizione berlusconiana perché sarebbe il primo passo verso la sua sostituzione. Ma oggi purtroppo questo esito non sembra realistico.
Nelle condizioni drammatiche in cui ci troviamo, Critica liberale quindi sceglie il “meno peggio”, convinta com’è di due obiettivi pregiudiziali e gerarchicamente ben definiti: prima di tutto, battere Berlusconi il più nettamente possibile; e in secondo luogo favorire anche la sua sconfitta all’interno dello schieramento di centrodestra come inizio per il suo definitivo superamento.
Orientamento n.27 Roma 16-2-2013 (citato dal sito di FCL, il grassetto è di nandocan)

Per chi fischia il rigore

Monti RigoreRoma, 10 gennaio 2013 – Monti su twitter: “@tg1online Dialogo sì, con tutti, anche se avessi la maggioranza. Sostegno a governi non riformisti: NO”. Chi ha potuto seguire i primi cinguettii del premier in campagna elettorale avrà notato la facilità con cui si è subito adeguato alla poco nobile tradizione dei politici nostrani di evitare risposte impegnative. Dialogo e riformismo sono parole che non dicono molto, la seconda meno ancora della prima. Perché ci sono riforme che cambiano la realtà delle cose e riforme che si limitano ad aggiustarla. Infatti da Berlusconi a Vendola tutti si dichiarano riformisti.

Avrete letto anche voi  l’Agenda Monti e la “Carta di intenti” del centrosinistra. Secondo Eugenio Scalfari sarebbero quasi uguali. Apparentemente, forse, lo sono, nel senso che gli obbiettivi economici programmati spesso coincidono, ma quello che conta sono le priorità: nel recupero, nella distribuzione e nell’impiego delle risorse. Rigore, crescita ed equità: con queste tre parole il Professore-arbitro ha messo insieme la “strana” maggioranza. Si è visto poi per chi  fischiava il rigore.

Destra e sinistra non sono parole vuote. Nell’Italia e nell’Europa di oggi hanno ancora, come insegnava Bobbio, un significato importante. Dunque  ogni programma va letto alla luce dei comportamenti e della storia di chi promette di realizzarlo: persone, partiti o movimenti. E tener conto, come ammette lo stesso Scalfari, della “differenza tra i protagonisti, le forze politiche da esse guidate e i ceti sociali di riferimento”. L’uso di una parola vaga come “società civile” non serve a fare chiarezza, specie quando vi si confondono centri di potere finanziari, corporativi o religiosi a cui le carriere dei cosiddetti tecnici fanno spesso riferimento.

Chi ha premuto sulla decisione di Monti di “salire in politica” non avrà scrupoli a pretendere una spaccatura del centrosinistra o addirittura interna al PD in cambio di un accordo obbligato al Senato. A chi mostra ancora di puntare in questa direzione sarà bene rispondere nelle prossime settimane non con minore ma con maggiore chiarezza sull’unità della coalizione e sugli orientamenti che distinguono i progressisti dalla destra e dal centro.

In Europa e nel mondo non c’è un solo modo, quello liberista, di guardare alla globalizzazione, all’orizzonte federale europeo, alla crisi finanziaria o alle difficoltà della crescita. Ad esso i progressisti devono contrapporre una strategia da offrire al confronto democratico, senza ambiguità. Così anche per i nodi tuttora insoluti della politica nazionale, dalla difesa della Costituzione ai diritti civili, dalla riforma della giustizia alla normativa sulla corruzione e sul conflitto di interessi, dalla tutela dei beni comuni al rafforzamento del ruolo della scuola, della televisione e della sanità pubbliche.

Meglio ancora sarebbe se la sinistra cominciasse ad aprire lo sguardo ad una rigenerazione del pensiero politico, non più a rimorchio dell’economia. Come scrive l’antropologo Edgar Morin nel suo ultimo libro (“La via – Per l’avvenire dell’umanità”, Raffaello Cortina editore), “l’economia crede di risolvere i problemi politici e umani con la competizione, la deregolamentazione, la crescita, l’aumento del PIL e, in caso di crisi, con il rigore, cioè con i sacrifici imposti ai popoli. E come la civetta fugge il sole, la classe politica si allontana da qualsiasi pensiero che potrebbe illuminare il cammino del bene comune”.