L’origine: il silenzio

In queste pagine ho messo una serie di pensieri e massime che ho liberamente estratto dal libro di Raimon Panikkar “Mistica pienezza di vita”, dove per mistica si intende l’esperienza personale del mistero che avvolge tutti, credenti e non credenti. Chi legittimamente teme l’arbitrarietà della mia selezione, sia pure priva di aggiunte e commenti, può consultare il testo di Panikkar “Mistica pienezza di vita”, e dito da Jaca Book. Una breve presentazione dell’autore è nella pagina “Meditando Panikkar”.  Un sito in cinque lingue cliccando qui

  • La sorgente dell’Essere è il silenzio, il nulla, dal quale la parola è generata. Dal silenzio del Padre è sorta la parola. Il nulla è il non-ancora.
  • Nel contatto immediato (terzo occhio) l’uomo è circondato dal tutto ed è, al contempo, tutto.
  • L’esperienza della comprensione immediata. Il silenzio è incompatibile con il discorso. Possiamo solo descrivere le zone attorno al silenzio.
  • Nella Parola tutti I mondi trovano il loro sostegno. Ma esiste uno scarto strutturale tra intendere e dire. Una parola nasconde non meno di quanto rivela.
  • Si può dire solo ciò che si è capaci di dire. E deve essere l’altro a dirci ciò che si è veramente detto. La parola è simbolo di ciò che esiste. Non è mai un monologo.
  • La parola è proprio il silenzio in parola, il silenzio fatto parola. Essere e non essere non sono opposti né contraddittori.
  • Solo un punto di vista olistico renderà giustizia alla realtà. Non esiste il silenzio senza la parola e viceversa. Il silenzio non dice nulla perché non ha nulla da dire.
  • Si può percepire il nulla solo nel silenzio. Ma il silenzio rivela se stesso. L’inesprimibile è percepibile. Risuona solo nella parola parlata ed è percepito solo da chi ascolta.
  • Il terzo occhio è una consapevolezza di ciò che non può essere percepito dai sensi e compreso dalla ragione. La consapevolezza immediata del Tutto nel concreto: in un fiore o nel suono di una campana.
  • Un nesso fra ciò che ha forma e ciò che non ha forma. Solo se saremo capaci di percepire e sperimentare la totalità nel concreto, la vita incomincerà a dispiegarsi per noi.
  • Il logos, la parola, è la traduzione del silenzio nella parola stessa. Il nesso è lo stesso che esiste tra impotenza e potenza. L’energia del mistero.
  • Obbedienza = udire con attenzione. Si ascolta la parola ricevendola e questo è l’incarnazione, che non è un privilegio di Gesù ma il destino di ogni uomo e di ogni parola.
  • Una parola vana, che non crea, che non trasforma e non diventa azione, non è parola perché è una parola inutile, senza forza. L’ascoltatore avverte che la parola di chi parla non si è incarnata in lui.
  • Affrontare ogni cosa con attenzione e devozione, come se il passato non ci fosse più e il futuro fosse interamente irreale. In linguaggio cristiano corrisponde all’ascolto del Padre che sperimentiamo nello spirito cogliendo la realtà di Cristo come parola.
  • L’artista è colui che concepisce ciò che non esiste ancora. Riceviamo una dimensione latente della realtà che non è ancora realizzata. E in questo concepimento germinano il potere creativo e la creatività umana. Ogni vita è una creazione.
  • Nella creazione di Dio noi siamo I foggiatori, i costruttori e gli artisti della nostra vita e della vita che è collegata a noi.
Vai alla barra degli strumenti