Azione e contemplazione

In queste pagine ho messo una serie di pensieri e massime che ho liberamente estratto dal libro di Raimon Panikkar “Mistica pienezza di vita”, dove per mistica si intende l’esperienza personale del mistero che avvolge tutti, credenti e non credenti. Chi legittimamente teme l’arbitrarietà della mia selezione, sia pure priva di aggiunte e commenti, può consultare il testo di Panikkar “Mistica pienezza di vita”, e dito da Jaca Book. Una breve presentazione dell’autore è nella pagina “Meditando Panikkar”. Un sito in cinque lingue cliccando qui

  • Deduciamo quello che sono gli altri da ciò che fanno, attribuendo le loro azioni alla loro cultura o religione. Mentre giudichiamo ciò che siamo non da ciò che facciamo ma da ciò che presumiamo di essere.
  • Coloro che parlano della dignità del cristianesimo e dell’indegnità dei cristiani sono pronti ad accettare la dignità del marxismo e l’indegnità dei marxisti?
  • Non fosse per lo spirito attivo dell’uomo saremmo ancora allo stato tribale. La persona attiva è più incline al dialogo e all’apprendimento da altri.
  • E’ possibile cercare il prossimo come il proprio “sé”? No, senza condividere la sua esperienza, partecipare al suo mondo particolare, convertirsi al suo modo di vita. Impossibile con l’azione, possibile con la contemplazione.
  • La vera contemplazione non dipende esclusivamente dalla volontà dell’uomo né dalla natura delle cose. E’ un’esperienza, non un esperimento.
  • La contemplazione è fine a se stessa. L’intuizione contemplativa è più che una scoperta, è anche creazione.
  • La mia concezione di una “cosa” appartiene alla realtà e perfino alla “cosa” stessa. Ma perché lo stesso sia vero per te implica anche che né la mia visione né la tua sia la realtà totale.
  • La legge del karman implica la interrelazione e la responsabilità verso l’intero universo. Il karman rappresenta la visione dell’unità così come la contingenza di tutta la realtà empirica (o creata).
  • L’esistenza è aperta, in svolgimento, un dispiegarsi spontaneo di possibilità. Il karman è la legge ultima dell’universo, che garantisce e rende possibile una vera libertà.
  • Il mistico cessa di essere tale nel momento in cui parla. Ma senza il metodo attivo ci sarebbe ben poca interazione ( ma al prezzo della resa di una delle parti).
  • L’uomo ha bisogno anche di sistemi di pensiero, strutture per l’azione e istituzioni in cui vivere. Questi sono i campi dell’approccio attivo.
  • Coscienza della relatività radicale della nostra condizione umana. L’oggettività pura appartiene al mito della scienza. La comprensione del mistero è comunque ridotta alla capacità di capire ed è quindi incompleta per tutti. La verità racchiude anche il soggetto e non può essere oggetto di nessuna contemplazione.
  • Il mistero della vita è capito solo da chi non capisce, non da chi capisce di non capire. La conoscenza ultima non sa di non sapere (Socrate non era un povero di spirito).
  • Il supremo potere dell’impotenza.
  • La riflessione uccide la spontaneità della contemplazione genuina, che non indaga ma lascia la verità (realtà) rivelarsi.
  • Colui che prega lascia che la corrente del mistero scorra attraverso di sè. La pura contemplazione non contempla niente.
  • La dottrina di una spiritualità priva di oggetti non è affatto una mera tecnica di vita spirituale, più o meno efficace, ma una visione fondamentale della realtà ultima. Tutto il resto è dilettantismo.
  • L’essere è conoscenza e si fonda sul pensiero, fosse anche solo su un’illusione. Non può esistere nessun essere impensabile.

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