Politica in versi

rivoluzione al trionfaleRivoluzione al Trionfale

Cantavo un inno, non me ne vergogno,

cantavo un inno a voci sgangherate.

Ora dalle riviste patinate

Mi dicono che è stato un brutto sogno.

Giù in strada, ieri, accanto ad una fossa

hanno piantato una bandiera rossa.

C’era un cartello, ma un cartello strano:

“Lavori in corso per il gas metano”.

“Visto dotto’? C’è scritto sul giornale:

Traffico: rivoluzione al Trionfale”.

5 aprile 1992

 

M.I.T.

Rapidi astratti gesti

che fondano teoremi

sui destini del mondo.

7 novembre 1989

 

Investimenti sicuri

In Borsa non investo,

mi compero piuttosto

quella dell’acqua calda e sono a posto.

 

Alternative

Non so. Non posso.

Se non so, comando.

Non so. Non posso.

Se non posso, dico.

Non so. Non posso. Non comando.

Vivo.

Non so. Non posso. Non so dire.

Taccio.

31 maggio 1992

 

Transizione

Barcamenarsi intanto

in attesa del vento.

Quanto più mi arrabatto

tanto peggio mi sento.

Novembre 1993

 

Uno per tutti

Uno per tutti,

tutti per me.

Voi fate i sudditi,

io faccio il re.

Voi fate i servi

io faccio il padrone

perché so scegliermi

le cose buone.

E se mi riesce riempire la panza

chi se ne frega dell’eguaglianza.

Dicembre 1993

 

Il verme

Strisciare per adesso

sorrisi da commesso

chiacchiere senza nesso

quanto basta di sesso

la paga per il lesso

la moquette nel cesso

la gloria di riflesso

e una statua di gesso:

era furbo e non fesso.

Gennaio 1994

 

Gianicolo GaribaldiBrindisi alla nuova casa

Brindo alla casa in via delle Fornaci,

accanto alla Stazione di San Pietro:

il Papa benedice a qualche metro

torme di pellegrini un po’ vivaci.

Garibaldi a cavallo sta sul colle,

guarda dall’alto Roma e il Vaticano,

spara il cannone e pensa a quando volle

donare il regno al popolo sovrano.

Io starò in mezzo a far quel che mi piace

finchè ce lo consente Berlusconi.

Auguro che quei due facciano pace

per liberarci da questi coglioni.

18 Maggio 2004

(firma dell’atto di compravendita)

Dottrina Bush

Lega il somaro dove vuole Dio,

che poi sarebbe dove voglio io.

La guerra è giusta in missione di pace

per liberare chi mi pare e piace.

Ovunque porterò i diritti umani

insieme agli interessi americani.

Siamo decisi a tutelar l’ambiente

se pagan gli altri e a noi non costa niente.

Aiuteremo i popoli africani

che investono in prodotti americani.

Il petrolio sta bene in Medio Oriente

se il prezzo lo facciamo in Occidente.

Comunque c’è un principio generale:

noi siamo il bene e gli altri sono il male.

Lega il somaro dove voglio io

che poi sarebbe dove vuole Dio.

27 Novembre 2005

 

Meticciato

(poesia didascalica per fanciulli)

Vorrei un’idea del mondo in eschimese

e dello spazio come un australiano,

l’idea del tempo vorrei da un indiano

e la pazienza da un saggio cinese.

Vorrei pensare come un buon francese

e meditare come un tibetano

immaginare come un italiano

e conversare come un vecchio inglese.

Vivere la natura in olandese,

la libertà come un americano,

amare il ritmo come un africano,

la precisione come un giapponese.

Vorrei mandare tutti a quel paese

con allegria come un napoletano

ma presentarmi con il cuore in mano

e la semplicità di un milanese

beneducato come un piemontese

appassionato come un siciliano,

scaltro e geniale da vero toscano

intraprendente come un genovese.

E’ la ricetta che fa ricco il mondo

e promette una vera civiltà:

salviamo ovunque la diversità

se non vogliamo andare insieme a fondo.

Aprile 2006

 

La gente in TV

(dialogo tra un cittadino e un non so)

Non so – Pensavo…non so come dire…

Cittad. – ma dillo!

-Massì…come dire…la gente…

– la gente?!…

-Non parla e non s’occupa d’altro…

– e parla?…

– di cronaca nera e quant’altro

– quant’altro?…

– di pacchi, di calcio e quant’altro…

– ma che altro?

– di Papa, di tasse e quant’altro

– Vuoi dire la gente in TV…

– Perché, non ne parli anche tu?

14 gennaio 2007

 

Giorgino tg1TG rap

Menù degustazione.

Con voce da strillone.

Ecco a voi la più strana

sciagura quotidiana.

Si scoprono le tombe.

La catastrofe incombe.

(Coretto: ed è polemica  ed è polemica)

Le stragi in Medio Oriente,

di quelle altrove niente.

Ma tutto quel che ha detto

il Papa Benedetto.

Le battute di rito

di questo e quel partito,

(Coretto: ed è polemica  ed è polemica)

Tanta cronaca nera.

La corruzione impera?

Non chiedeteci inchieste

che guastano le feste

e poi sono indigeste.

Di quello che va bene

ne parlerete insieme.

Di quello che va male

ne parla il cardinale.

(Coretto: ed è polemica ed è polemica)

Di quel che non sapete

non vi interesserete.

Noi parliamo di tasse

che attizzano le masse,

del nostro Presidente

che piace a tanta gente.

(Coretto: ed è polemica  ed è polemica)

E quando non c’è fretta

la solita marchetta,

il disco appena uscito,

il film che ha divertito,

sfilate di modelle

meglio se nude e belle.

Noi ci fermiamo qui.

Potete far pipì.

4 febbraio 2007

 

Mercato rap

(la ballata del furbetto)

Da quando sono nato

mi sono dedicato

al culto del mercato.

Giocavo con Monopoli

e accumulavo case

sognando tangentopoli.

Però eran soldi finti.

A usare quelli veri

non li avevo convinti.

Ed ecco la ricetta: convincere papà,

la mafia o la politica

a dare il capital.

Il capitale investo

In borsa o nel mattone,

le banche danno il resto.

Poi, grazie all’evasione

Dal fisco e dalla legge,

mi creo una posizione.

Se ho chi mi protegge

Mi fabbrico un impero

che finché regge regge.

Ricorda la ricetta:

convincere papà,

la mafia o la politica

a darti il capital.

Gli affari sempre in nero

Così la mia storiella

È avvolta nel mistero.

Mi sposo una modella,

mi faccio anche l’amante,

così la vita è bella.

“Che vita interessante!”

Scriveranno i giornali

“che uomo affascinante!”

Ricorda la ricetta:

convincere papà,

la mafia o la politica

a darti il capital.

Con un po’ di fortuna,

scalando a più non posso

mi compro anche la luna.

Se mi saltano addosso

Per farmi la morale,

io grido: attenti al rosso!

Mi compero un giornale

Mi compero un partito

E punto al Quirinale.

Ricorda la ricetta:

convincere papà,

la mafia o la politica

a darti il capital.

Ho l’animo sensibile

E sono un buon cattolico:

prometto l’impossibile.

Son bello, son simpatico,

Piaccio in televisione

e ho molto senso pratico:

se non faccio attenzione

potrebbe rovinarmi

un’intercettazione.

E allora la ricetta

Chissà se basterà.

La mafia o la politica

Salvare mi potran?

2 Aprile 2007

 

Mutui

Vasto programma,

Come disse quello,

Distinguere la pancia dal cervello.

24.8.2007

 

Tra animali

La canzone di guerra è sempre questa:

caccia la tigre nella sua foresta,

uccidila se tenta di ferirti,

sfruttala quando è pronta ad obbedirti.

La pace invece ha un altro ritornello.

Tratta la tigre come tuo fratello.

Se vuoi che stiamo in pace tra animali

Non attribuire agli altri tutti i mali.

Settembre 2007

 

Osservatore romanoUnicuique suum

Se bazzica vicino al Vaticano

L’osservatore è un po’ meno romano

E osservando la folla di San Pietro

Misura il mondo con un altro metro.

Noi li chiamiamo tutti pellegrini

Ma ci sono i lontani e i più vicini

E se pensavi che il buon Dio era il tuo

Impari presto che ciascuno ha il suo.

Così concludi che non è poi male

Il motto che sta in cima a quel giornale.

Settembre 2007

Prodi in ballo

Un ballo ancora

Mia bella signora.

Qualcosa va male,

forse è un temporale,

ma ancora un momento

danziamo nel vento.

Il Papa è più a destra,

ma sta alla finestra,

se domani casco

pensate a Bagnasco.

M’inchino a D’Alema,

che forse è un problema,

m’inchino a Parisi

con tanti sorrisi.

Con Walter Veltroni

é meglio esser buoni,

quel bravo figliolo

vorrebbe star solo,

ma senza l’unione

addio alle poltrone.

Se abbraccio la Rosy

son tutti gelosi,

lei forse è un po’ dura,

ma è la più sicura.

Col nostro Rutelli

Siam come fratelli

Ma con “Pier” Casini

lontani cugini.

Rimetterei in sella

il caro Mastella.

Si è appena dimesso

Ma non perché è fesso.

Ha già preso il volo

E non mi consolo.

Attenti che dietro

C’è sempre Di Pietro,

attenti anche a Dini

e a tutti i cecchini.

Mi gira la testa,

mi fanno la festa,

ma forse, chissà,

qualcosa accadrà.

Danziamo nel vento,

ancora un momento.

23.1.2008

La democrazia del piffero

Democrazia, democrazia,

ma non è tempo di democrazia,

comanda ancora chi è già al potere,

scrollano l’albero e cadon le pere,

colgono i frutti della protesta,

l’incantatore riapre la cesta,

suona il suo piffero ed ecco i serpenti

tornano insieme a danzare contenti,

chiedono in coro nuove elezioni,

tutto il potere alle televisioni,

lui suona il piffero, il popolo sogna,

viva quel piffero, il resto è menzogna,

non disturbiamoli con la realtà

sognano casa della libertà.

26.1.2008

 

Orizzonti di boria

Mediocremente procedere a vista,

Piccolo cabotaggio di ambizioni

Tra le occasioni anguste

Del potere gregario.

Promettendo,

ammiccando,

sgomitando,

con enfasi vantando

successi personali.

Orizzonti di boria

Per la piccola storia.

Superattivi andare alla deriva.

Ben lontana è la riva.

Febbraio 2008

 Il documento

Io sono uno, tu sei con me,

col nostro amico saremo noi tre.

Possiamo insieme fondare una chiesa,

Saremo quelli che han fatto l’impresa.

Per annunciare al mondo l’evento

Scriviamo subito un bel documento

Dove diremo che cosa ci impose

Di dedicarci a cambiare le cose.

Che cosa è male? Quel che fa male.

Che cosa è bene? Quel che conviene.

“Ora che abbiamo i nostri valori

Possiamo dare l’inizio ai lavori”.

“No, per passare davvero all’azione

Ci serve anche l’interpretazione”.

Io sono uno, tu sei con me,

il nostro amico purtroppo non c’é.

9.4.2008

Ode al compagno precario

Amici e compagni di sempre,

signor presidente,

signor segretario,

nel grande scenario

di questo convegno sul niente

di scena è il compagno precario

che pur non avendo pretese,

non può, come è noto, arrivare

alla fine del mese.

Ma bando, compagni, alle analisi amare!

Il vostro lavoro è precario

però l’avvenire è più vario:

un mese di qua, un mese di là,

insomma davvero una gran varietà.

C’è poi la questione del basso salario

ma, come ha ben detto il signor segretario,

a farlo aumentare sarà

la nostra maggior competitività.

Se oggi sgobbiamo per dodici ore

qualcuno domani potrà guadagnare

come un direttore.

Pertanto di che ci vogliam lamentare?

Del resto, ha ben detto il signor segretario,

nel mondo globale di oggi

che cosa non c’è di precario?

Precaria è la sorte,

precaria la morte,

precario è l’amore

ma pure il dolore,

precaria è la legge

e chi la protegge,

la nostra carriera,

la vostra galera,

precario è il pentito

ma pure il partito,

precario è il governo,

precario l’inferno,

la vita futura, la madre natura.

Amici e compagni,

signor presidente,

teniamolo a mente:

di stabile in terra

ormai c’è rimasta

soltanto la guerra.

Maggio 2008

s36766542980_2676Berlusconi-Lulù

Parla, Berlusconi, in tv,

la mia sola guida sei tu.

I tuoi ministri mentono

e i portavoce smentiscono…

Dimmi che illusione non è,

dimmi che lavori per me,

che al mio doman ci pensi tu…

Parla, Berlusconi, in tv.

1 novembre 2008

“Liberazione”

Non riesco a capire

che cosa mi capiti,

mi piace il reality

reality show.

Vabbè, non è arte,

conosco i miei limiti,

ma voglio il reality

reality show.

Non so come vivi,

non so dove abiti,

viviamo il reality

reality show.

Sbarchiamo sull’isola,

leviamoci gli abiti,

cominci il reality

reality show.

Abbasso gli ombrelli,

abbasso i soprabiti,

evviva il reality

reality show.

5 dicembre 2008

Global service

C’è un’antipatica vecchia zia

che tutti chiamano ideologia.

Ieri ne ha fatte quanto Bertoldo,

Oggi non merita neppure un soldo.

Oggi comandano la confusione,

l’oppio,il mercato,la religione,

ma una domanda regna sovrana:

m’ama o non m’ama Barack Obama?

23.1.2009

 

A reti unificate

Lo so che mi darete anche stasera

la razione prevista di bugie,

di polemiche trite e sicumera,

non vi dispiaccia se tengo le mie.

Voi che sapete la “verità vera”

che spiegherà “dove l’asino casca”

perdonerete se ancora stasera

vi chiederò di pigliarvelo in tasca.

12.2.2009

4 Aprile 2009

Lavorando, lavori per lavoro.

Non lavorando, non lavori e basta.

Se, lavorando, lavori per loro,

ti danno quattro soldi per la pasta.

Se non lavori e danno i soldi a loro,

scendiamo tutti in piazza a dire: basta.

Voci del verbo cattolico

Io pecco

Tu perdoni

Egli provvede

Noi protestiamo

Voi assolvete

Essi comandano

14.5.2009

Voci del verbo della sinistra

Io sogno

Tu progetti

Egli propone

Noi ci attiviamo

Voi litigate

Essi comandano

16.5.2009

Voci del verbo della destra

Io voglio

Tu pretendi

Egli promette

Noi applaudiamo

Voi servite

Essi comandano

16.5.2009

Viva il re nudo

Viva il re nudo,

nudo è più bello,

cantaci ancora

il tuo ritornello

“Io sono buono,

sono leale,

non date retta

a qualche giornale.

“Loro mi odiano,

tutti mi invidiano

tutti mi amano

tutti mi chiamano:

“Silvio di qua,

Silvio di là,

sono il factotum

della libertà”.

Nudo è più libero,

nudo è più sano

ma soprattutto

è arcitaliano.

27 giugno 2009

 

ti gi min

Grigio di serpi un orizzonte vano

di parole vendute

offre allo spettatore il quotidiano

minuetto di servi

che disperando tento di smentire.

12 dicembre 2009

twittertwitter

Appuntamento rapido

di pensieri spezzati,

curiosità furtive

di segreti acchiappati,

frammenti male uditi

di novità accennate,

competizione futile

di battute incrociate,

dialoghi e battibecchi

di dita senza pace,

scrittura sincopata

per la mente fugace.

13 dicembre 2009

LIB

La vita ha uno scopo,

io prima, tu dopo.

8.1.2010

 

Italia mia,benché

Italia mia, benché il parlar sia vano

lascia che dica al “popolo sovrano”

che un tempo io consideravo scemo

chi dava voti ai canti di San Remo,

che dire adesso a chi il suo voto ha offerto

a Pupo Emanuele Filiberto?

21 febbraio 2010

 

Il velo del tempio

Non di sussurri è tempo ma di rabbia,

levate quelle teste dalla sabbia,

levate quelle grida fino al cielo,

il tempo è giunto di strappare il velo,

il velo che nel tempio del potere

nasconde i lestofanti e le carriere,

le carriere dei servi e dei padroni

che ci chiedono d’essere più buoni,

più buoni a sopportare la ventura

di stringere le spalle e la cintura,

di voltare lo sguardo e non vedere

che ci stanno rubando anche il sedere.

11 marzo 2010

Berlusconi cuocoFrittata tv

Triplo salto mortale e la frittata

ricade intatta nella sua padella.

“Oplà! Servite calda e profumata,

la vostra operazione è sempre quella.

Se la frittata è stata avvelenata

lo sapranno soltanto le budella”.

Coro greco

Non di sussurri è tempo ma di rabbia,

levate quelle teste dalla sabbia,

levate quelle grida fino al cielo,

il tempo è giunto di strappare il velo,

il velo che nel tempio del potere

nasconde i lestofanti e le carriere…

Sogghigna il capocuocoprincipale

strizzando l’occhio come ogni mattina

alla corte dei cuochi di giornale

schierati per la solita manfrina.

Coro greco …le carriere dei servi e dei padroni

che ci chiedono d’essere più buoni,

più buoni a sopportare la ventura

di stringere le spalle e la cintura,

di voltare lo sguardo e non vedere

che ci stanno rubando anche il sedere.

“So io che cosa è bene e cosa è male,

se il bianco invece è nero o viceversa.

La verità la dà il telegiornale,

per tutti gli altri la partita è persa”.

Coro greco

Se la partita è persa lo vedrete

– viene però da fuori una vocina –

attenti a non cascare nella “rete”

quando s’apre la porta di cucina”.

14 marzo 2010

S.P.Q.R.

(Sono Pazzi Questi Romani)

Er giorno avanti de fondare Roma,

pur con rispetto all’augusta persona,

la prima cosa che je disse Remo

dice che fu: a’ Romolo, si’ scemo?

Pare che mi’ fratello nun se ‘ntenne

de come se comanna su li pazzi,

pe’ nun falli resta’ drento a le tenne

li vorrebbe allocà ne li palazzi.

Ma presto ha da capi’ che nun è ‘r caso,

che poi lo pijeranno per il naso.

Li matti è mejo che li fai scappare.

Drento ar palazzo, vonno comannare.

Ciò detto, fece ‘n sarto sopr’ er fosso

ridenno e sghignazzanno a più non posso.

Romolo sbianca: nun ce se po’ créde,

ma allora dillo che si’ propio ‘n fijo

de ‘na mignotta, mo’ te faccio véde

ch’a Roma er primo pazzo sono io!

E acchiappato da tera ‘n gran pietrone

mannò a quell’antro monno er fanfarone.

22 marzo 2010

Rimpasto

Placidamente un ciuco sulla riva

brucava l’erba verde del vicino

che con bel garbo, dopo un grande inchino,

andò a brucare sopra l’altra riva.

10 aprile 2010

Proverbi aggiornati

La carta canta

ma me ne fotto.

Chi sbaglia paga

solo se è sotto.

Chi va più piano

stia attento all’ano,

chi va più forte

spalanca le porte.

La gatta al lardo

si fa uno spuntino

e chi l’ha fatta

si aspetti un inchino.

2 maggio 2010

Filopragmatica

Ascolta bene queste mie parole:

non levare lo sguardo fino al sole,

non viaggiar con la mente sulla luna:

non sarà lì che troverai fortuna.

Chi troppo studia potrà essere colto

ma nella vita poi soffrirà molto,

chi è più ignorante e meno intelligente

starà più volentieri tra la gente,

sarà più amato come si conviene

a chi nel mondo vuol trovarsi bene

né si vergogna d’essere un somaro

pur di aver donne, successo e denaro.

19 maggio 2010

Il rampante

Divorato dall’ansia per le nomine,

mi hanno promosso il giorno dell’infarto,

dall’ambizione libera nos domine

Un soldato artificiere

Coraggio, mi dicevano,

chi cerca trova,

campare non è facile,

prova e riprova.

Proviamo con la guerra,

mi dissi un giorno,

un anno in quell’inferno

ma poi ritorno.

Sei bravo, sei bravissimo

è il tuo mestiere,

non è un lavoro facile

l’artificiere.

Qui le mine non mancano,

chi cerca trova,

tu devi farle esplodere,

prova e riprova.

montecitorio disastratoDavanti a Montecitorio

Parlano ancora i giusti in questo colle

Tormentato di voci e di bandiere

Proteste vane e rumore di folle

Mendicanti al palazzo del potere

Dove di libertà bestemmia un folle

Che chiede e detta leggi a suo piacere?

23 settembre 2010

 

Verità fallite

Amico, è giunta l’ora

di rovesciare un cielo

di verità fallite,

alibi consacrati

da pagine ingiallite

di vuoti postulati:

libertà di mercato,

(di abuso e sfruttamento);

libertà di consumo,

(di spreco e inquinamento);

libertà di parola

(se puoi farti ascoltare)

e libertà di voto

(per chi si può informare);

diritto alla salute

(finchè lo puoi pagare)

e diritto al lavoro

(se ti lasci sfruttare).

Decenni di retorica,

ricatti e corruzione.

Ci vorrebbe davvero

una rivoluzione:

diamo tutto il potere

alla Costituzione.

6 dicembre 2010

manifestazione studentesca 14 dicembreSotto il governo migliore

Gli studenti che invadono le piazze

gesto ribelle, grida forsennate,

pretendono il futuro che rubate

a milioni di giovani e ragazze.

La rabbia monta alle finestre chiuse

dei palazzi di Stato, ma il potere

non vuole né ascoltare né vedere,

risponde con le prediche e le accuse,

predica amore e continua la guerra

contro chiunque scenda a contestare

senza rispetto e con parole amare

“il migliore governo della terra”.

22 dicembre 2010

Il saltafossi

Dice: “così non può più andare avanti.”

Dice che “sì, ne ha disgustati tanti,

poveri e ricchi, miscredenti o santi,

ma gli restano sempre gli ignoranti.

Tanti ghe n’è, de poco i se contenta

Che i magna Berlusconi con polenta.

Federalismo – dicono – fiscale

E poi che vada pure al Quirinale.

Dice che a lui gli basta solo Bossi,

che i suoi nemici sono sempre i rossi,

ma lui va in video e son tutti commossi.

E lui continua a fare il salta fossi.

20 gennaio 2011

Libertà e Giustizia

(preghiera laica)

Rinnovato sia il cielo dalla terra.

Come dal bruco la farfalla vola,

liberi l’uomo il sogno e la parola

dall’antica miseria della guerra,

dall’ignoranza che ci rende schiavi

di desideri vani e di paure,

incuranti di nobili avventure,

della natura predatori ignavi.

Il dominio si arrenda all’amicizia,

il potere si elevi nel servizio,

ognuno condivida il suo giudizio,

tutto per tutti, libertà e giustizia.

5  febbraio 2011 (Milano, palasharp)

Faccette nere

Fascista  no, direi però sfasciata

Italia mia, benché il parlar sia vano

Con questa carta che rechiamo in mano

Dovresti darti un po’ una regolata.

Per troppo tempo abbiamo sopportato

Le scorrerie di barbari e corrotti,

incantatori e ipocriti bigotti.

Gli anniversari non fanno uno Stato.

Secoli di vergogna ha il nostro mare,

qui mercanti di schiavi e qui assassini,

che lasciano affogare dei bambini

per non avere bocche da sfamare.

Il mare accoglie chi abbiamo respinto,

immigrati dei popoli africani,

che venivano a chiederci un domani

per quelle terre che avevamo vinto.

Tante “faccette nere” in fondo al mare

Non vogliono la nostra compassione,

solo che ritroviamo la ragione

finché abbiamo un onore da salvare.

7 aprile 2011

…e liberaci dal bene

Mediocrità che domini sul mondo

Libera tutti dal pensiero puro

Perché il tuo giogo ci sia meno duro

E il ragionare sia meno profondo.

Salva la vita dalle sue utopie,

bombardaci di spot pubblicitari,

fa’ che viviamo, docili somari,

allegri e sciocchi come vecchie zie

13 maggio 2013

 

Renzi Matteo 1Che pensi di Renzi?

Non è un gran signore,

ma è un gran parlatore,

ciarliero, smodato,

il re del mercato

(politico intendo).

Dibatte correndo,

dibatte seduto,

dibatte con chiunque,

gli dà il benvenuto.

Dibatte a Firenze

Vantando esperienze,

ce l’ha col palazzo,

rottama da pazzo.

Dibatte in tv,

l’hai visto anche tu.

Ci dice che fa

E quel che farà,

considera ammessa

qualunque scommessa.

Io punto parecchio

Su Palazzo Vecchio.

12 giugno 2013

Larghe pretese

La lacrimosa storia

Di un piatto di cicoria

Che cucinò mia zia

Nella sua trattoria

A un gruppo di gaudenti

Rumorosi studenti.

“La voglio ripassata”,

“Per me la fai a frittata”,

“per me cotta col vino”,

“per me al peperoncino”,

“rosolata con l’aglio,

ma come dico sbaglio”,

“fammela senza sale

Sennò mi sento male”.

La zia, in cuffietta e guanti,

sorrise a tutti quanti,

disse: “ci penso io,

la faccio a modo mio”.

La mescolò col fieno,

ripassata al veleno.

23 giugno 2013

 

 

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