Epigrammi

Vecchia fiamma

Nel prato dei ricordi c’è il tuo fiore,

io ci passo davanti ogni mattina,

lo vedo da lontano, lo saluto

e il mio cane ci fa una pisciatina.

20 giugno 1989

 

Lavori in corso

Freddo er metallo rosica er cervello,

se porta appresso un seguito spietato

de corpi,tonfi, zappe e scricchiolii,

eccoli! Un accidente che ve pij|

22 giugno 1989

 

Un pollo all’inferno

Ho sognato l’inferno,

che c’incontravo un pollo.

“Mi dispiace – diceva –

non puoi tirarmi il collo.

Io qui mi trovo bene,

il caldo è poca cosa

rispetto alla cucina

della tua dolce sposa”.

21 luglio 1989

 

M.I.T.

Rapidi astratti gesti

che fondano teoremi

sui destini del mondo.

7 novembre 1989

Investimenti sicuri

In Borsa non investo,

mi compero piuttosto

quella dell’acqua calda e sono a posto.

 

Vita mondana

Proprio una bella festa.

Ho un po’ di mal di testa.

Rincaso di buon’ora.

Porga distinti ossequi alla signora.

 

Pensieri come nuvole

Pensieri come nuvole

in un cielo di niente:

vedi se c’è qualcosa

che vuoi tenere a mente.

Vedi se c’è qualcosa

che val la pena udire

prima di dover scegliere

fra ridere e morire.

23 dicembre 1993

 

In memoria

E quando anche il mio salmo

sarà finito in gloria

seppellite la salma

nel campo di cicoria,

cuocetela in padella

con il peperoncino

e bevete in memoria

un bicchiere di vino.

24 dicembre 1993

 

Io vidi un giorno un fiore

Io vidi un giorno un fiore

che nasceva in un prato

che odorava di viole

che colse un avvocato

che vendeva parole

a un cliente sbadato

che comprò due pistole

in un supermercato

e sparò contro il sole

che illuminava il prato

dove nasceva un fiore

e morì un avvocato.

5 gennaio 1994

 

In pensione

Altro non ti so dire

se non questo:

ho pagato la vita,

aspetto il resto.

Gennaio 1996

 

Karlovy Vary un dì

Karlovy Vary, un dì

potrai vedermi ancora,

accompagnato dalla mia signora.

Verrò di Carnevale,

se il tempo lo consente

e se potremo finanziariamente.

Due bei bicchieri d’acqua

che sia abbastanza buona

(i due bicchieri li porto da Roma).

Al concerto nel parco

ci andremo la mattina,

sperando di trovare una panchina.

15 febbraio 1994, martedì grasso

 

Aspirina

Svegliarsi all’alba di un giorno di festa

con una punta di mal di testa.

Pensai che forse sarebbe passato

con una punta di bicarbonato,

ma quando a letto ti sei avvicinata

ho detto: meglio con un’aspirina.

20 febbraio 1994

 

Ognissanti ‘94

“Che cosa avranno mai da festeggiare,

con tutto quello che succede al mondo!

Se si dessero invece un po’ da fare

potrebbero aggiustarlo in un secondo.

Tutti quei poveracci giù a pregare

e loro qui che fanno il girotondo.

Karol, mi senti? – borbottò il buon Dio –

festa di tutti i santi meno io”.

 

 

Non così triste

Non così triste vorrei il tuo sorriso,

non così allegra la gente d’intorno,

non così insipido il piatto del giorno,

non così freddo questo paradiso.

10 gennaio 1995

 

Me piace o’presepe

Natale…

…Presepe

Natale di nome,

Presepe il cognome.

La festa mi piace

Commossa e vivace

Chi canta e chi tace

Chi balla e chi giace

Il pollo alla brace

Il Papa e la pace,

ma più di ogni cosa

mi piace Natale,

me piace o’Presepe,

mi piace Natale Presepe.

25 dicembre 2003

 

Oggi mi annoio

Oggi mi annoio

Domani non so

Avrei un po’ da fare

Ma voglia non ho

Oggi mi annoio

Domani chissà,

può darsi sia meglio

una casa in città.

Oggi mi annoio

Domani vedremo

Ma in televisione

C’è solo SanRemo

Oggi mi annoio

Domani non so,

se prima non muoio

qualcosa farò.

Febbraio 2004

 

Allora mi avvio

(la canzone di Amelia)

Allora mi avvio/ addio amore mio,/ con te mi diverto /se stiamo all’aperto  /se andiamo a un concerto  /o in mezzo al deserto  /ma in casa ho sofferto  /allora mi avvio /addio amore mio.

In casa mi sfianco /seduta mi stanco /chinata ho il collasso  /sdraiata mi ingrasso / e non mi rilasso / allora mi avvio /addio amore mio.

Andrò in via del Corso, /all’UPTER c’è un corso, /poi insegno italiano /a un nordafricano /poi insegno latino /a un nostro vicino /poi prendo il trenino, /però nell’attesa /mi faccio la spesa, / (ma dov’è la lista?) /C’è anche il dentista. /La sera c’è yoga, / mi serve da droga, /così dopocena /riposo la schiena, /telefono ad Anna /e poi vado a nanna. /Allora mi avvio /Addio Amore mio.

Ma tu non ti muovi? /Non vai?Non ci provi?  /Non metti in azione / la circolazione?  /Lo sai che sei strano?  /Vuoi darmi una mano?  /Io penso ai tuoi pasti, / tu a battere i tasti…  /io ho fatto tre viaggi, / tu scrivi messaggi…  /Mi sentirò male  /E tu leggi il giornale…  /Va bene, ho capito,  /non vuoi alzare un dito,  /allora mi avvio /addio amore mio.

27 febbraio 2004

 

Presuntuoso

Tanto non ho, ma tanto ho ricevuto:

soldi, salute, amore e conoscenza.

Se fossi in pace con la mia coscienza

potrei dire che vado sul velluto.

Di una cosa soltanto mi lamento:

quando mi trovo attorno gli ignoranti

sani o malati, ricchi o mendicanti,

la vita non è più un divertimento.

16 Maggio 2004

 

Viaggiare perché?

Viaggiare perché?

Il mondo com’è?

Il mondo è rotondo

Com’è il mappamondo,

ci sono le strade

e mille contrade

la terra ed il cielo

il caldo ed il gelo

il mare ed i monti

le albe e i tramonti

la pioggia ed il sole

e mille parole

per dire e non dire

lodare o ferire

per fare o disfare

urlare o cantare.

Ci sono gli amici

gli amanti e i nemici

ci sono i bambini

i furbi e i cretini

ci son le signore

e l’odio e l’amore

ci sono i signori

(chi dentro e chi fuori)

ci sono i colori

gli odori e i sapori

ma se ci ripensi

ci son solo i sensi.

Viaggiare perché

Se poi tutto questo

è dentro di te?

10 giugno 2004

 

Grazie Daikin

(in lode di un climatizzatore)

Svegliarsi tra le braccia

di un mattino

fresco

d’estate,

accanto il tuo sorriso

e una brezza leggera sul mio viso.

10 luglio 2004

 

Davanti al computer

Svuota il cestino

dei ricordi tristi

dei primi amori

che non hai più visti

delle occasioni

che hai sempre mancato

perché dicevano

che era peccato

delle avventure

che non hai vissuto

per non dovere

mai chiedere aiuto

dei bei discorsi

che non hai fatto

perché ti avrebbero

preso per matto

delle virtù

che non hai coltivato

perché nessuno

ti avrebbe premiato.

Apri il programma

di oggi e domani

e ancora meglio

non fare altri piani.

Novembre 2005

 

La scusa

Ti chiedo scusa, vengo un’altra volta. /Domani non potrei, proprio non posso, /al nostro club ho una serata colta, / ho anche un impegno col Soccorso Rosso, / la mamma è morta, vado al cimitero /non posso non andare al funerale /se non andassi lo zio cardinale /mi picchierebbe in testa con un cero.  /Un’ora prima? Ora che ci penso /devo anche andare a procurar l’incenso. /Un’ora dopo? Fermo che controllo: /sarò impegnato a cucinare il pollo. /Dopodomani? Molto volentieri /ma ho già un invito con dei forestieri. /A fine mese? Forse mi confondo /ma è già annunciata la fine del mondo.

maggio 2006

 

Settembre

Settembre andiamo, è tempo di lasciare

le noiose serate col gelato

le docce semifredde in riva al mare

i libri gialli che ho solo sfogliato

la birra con la pizza da asportare

il pranzo alle formiche in mezzo al prato

la guerra persa contro le zanzare

la discoteca col volume alzato

la coda a passo d’uomo per viaggiare

il conto spese sempre più salato.

Settembre 2006

 

Quel piccolo fiore

Quel piccolo fiore /nascosto nel prato /soltanto per caso trovato /appena un leggero profumo m’ha dato /eppure per sempre l’ho amato.

Ottobre 2006

 

Rondò

Sorrisi un po’ lascivi /di un giovane galante  /Modesto benestante  /Sorpreso tra gli ulivi  /da un prete protestante  /Che parlava all’amante  /Dei pensieri cattivi  /Di un giovane galante  /Ch’era poco distante  /Nascosto tra gli ulivi.  Marzo 2007

 

Preghiera d’un mattino

Altro da me, se vuoi che ti comprenda

Mandami quattro fiori ogni mattina

Un fiore giallo per farti sentire

Un fiore bianco per farti ascoltare

Un fiore azzurro per farti capire

Un fiore rosso se vuoi farti amare

E se a quei fiori non faccio buon viso

Mandami al diavolo con un sorriso.

5 giugno 2007

 

La “sola”

Vado cantanno ‘na canzone sola: / “Chi c’ha le scarpe rotte le risola”, /ma a me che m’hanno rotto li cojoni /che sola je farebbe a ‘sti zozzoni? /Si fussi ‘n prete je farebbe: a’bbello /T’aricordi dell’ago e der cammello? /Ma sono ‘n poveraccio e nun ce credo, /nun faccio sogni e vedo quer che vedo. /Me sa che da li tempi antichi ‘n poi /Li buggerati semo proprio noi.

12 agosto 2007

Mutui

Vasto programma,

Come disse quello,

Distinguere la pancia dal cervello.

24.8.2007

 

Meditazione (spicciola) sulla vita

Diceva Teresa d’Avila:

la vita è una notte in un cattivo albergo. Pensava al giorno dopo, naturalmente. Per me è piuttosto Una serata in casa d’altri. Un po’ diverte, un po’ ti annoia. Qualcosa porti, qualcosa prendi. E prima o poi Se non te ne vai da solo Qualcuno ti accompagna alla porta.

Settembre 2007

 

Tra animali

La canzone di guerra è sempre questa:

caccia la tigre nella sua foresta,

uccidila se tenta di ferirti,

sfruttala quando è pronta ad obbedirti.

La pace invece ha un altro ritornello.

Tratta la tigre come tuo fratello.

Se vuoi che stiamo in pace tra animali

Non attribuire agli altri tutti i mali.

Settembre 2007

 

Chi è Dio?

Dio padre, non so.

Dio figlio, non credo.

Lo Spirito almeno

Parente non è.

Se proprio Dio c’è

Lo chiamo PERCHE’.

Ottobre 2007

 

Il topolino

Nel cuore di rosa /Della mia sposa /C’è un topolino /Che non riposa /E senza posa /Quel topolino /Scappa e rincorre /Qualsiasi cosa.

5 novembre 2007

 

Parole

Saperci fare con le parole.

Ma c’è il dolore,

che bussa e chiede muta una ragione.

6.12.2007

 

Rimpianti

C’è un grande armadio bianco /In fondo all’universo /Dove è stato rinchiuso /Quello che è andato perso. /Le fatiche sprecate /Le speranze perdute /Le imprese non compiute /Le poesie inascoltate /Progetti abbandonati /Parole non udite /Lettere non spedite /Sogni non realizzati /Amori non sbocciati /Carezze non avute /Promesse sottaciute /E bambini non nati. / Nel grande armadio bianco /C’è tutto quel che hai perso /Ma dietro  quella porta /C’è già un altro universo.

28.12.2007

 

Fantasia

 Me lo ricordo il mio primo disegno,

me lo ricordo per filo e per segno:

le quattro righe disposte in quadrato,

le tre più piccole in basso da un lato,

un quadratino più in alto sospeso,

in cima a tutto un triangolo appeso.

Ora che tutto è già tabula rasa

Non so perché mi sembrava una casa.

 12.1.2008

Ci penso io

 Ci penso io, non tema,

risolvo il suo problema.

Prometto, glielo giuro,

lo faccio di sicuro.

Lo faccio domattina

O dopo domattina.

 Ma c’è la tramontana,

lo faccio in settimana…

 Però ha troppe pretese,

ci vuole almeno un mese…

 I soldi li ho già presi?

Ci vogliono dei mesi…

 Ma sono un po’ in affanno,

ci vorrà almeno un anno….

 Tra un anno ho la partita,

ci metterò una vita…

Ma vedo che sta male,

verrò al suo funerale.

Prometto, glielo giuro,

lo faccio di sicuro.

 19.2.2008

Rock nun

Portava sempre degli abiti grigi, /aveva un’aria compunta e dimessa, / andava sempre da sola alla messa, /ma le piaceva la musica rock. /La si vedeva domenica in chiesa, / lo sguardo chino su un grosso messale, / la notte prima era là in un locale /che sgambettava sul ritmo di un rock. /Non si aspettava nessun fidanzato /e poi non era né brutta né bella , /sembrava a tutti una vecchia zitella, /si scatenava soltanto col rock. /Molti anni dopo, al suo funerale, /l’accompagnarono al cimitero, /erano tutti vestiti di nero /ma saltellavano al ritmo di un rock.

 30.3.2008

 

Io e gli altri

Chi sono gli altri non lo saprò mai,

a presentarli è sempre il mio cervello,

mi dice:questo è brutto, quello è bello,

con lui va bene, con l’altro son guai.

 Chi sono io per gli altri?Va a saperlo!

A riferire è sempre la mia mente,

magari sono solo un deficiente

chi fischia sopra un ramo come un merlo.

 Ma se hai paura d’esser giudicato

segui il consiglio di non giudicare

e per parlare manda un avvocato,

 oppure ascolta chi sa ragionare,

prendi come avvocato la tua mente

e ai giudizi degli altri non badare.

 6.4.2008

Filosofia

Non c’è parola che non dica il mondo.

Non c’è parola che il mondo non dica.

Ma quando esprimi un pensiero profondo

si preferisce parlare di “fica”.*

Dovunque siete, guardatevi in tondo:

nessuno ha la sapienza per amica.

 * con rispetto parlando

Aprile 2009

Il mio prossimo

Ogni individuo è unico

se per nome lo chiamo.

Né privato né pubblico,

il mio prossimo è umano.

Lo guardo e non comunico

se resto sul mio ramo.

I fatti suoi li giudico.

Se lo conosco, l’amo.

11 novembre 2009

Giochi proibiti

Quanti di voi conoscono le scale,

nipoti miei cresciuti nel duemila

in ascensore per non farvi male

gingillando un giochetto con la pila,

quanti di voi conoscono il piacere

di salire affannati fino in cima,

scivolare di pancia o di sedere

e ritrovarvi sul punto di prima?

Nipoti miei cresciuti nel duemila

videogiocate pure con la pila,

ma per provare una vera emozione

funziona meglio l’immaginazione.

23 novembre 2009

Acciacchi

Non se ne vanno più come una volta

gli acciacchi miei, quei mali di stagione

arrivavano allora a briglia sciolta,

me la cavavo con un bel febbrone.

Ora son qui come ospiti indiscreti

a soggiornare fra le mie pareti.

5.1.2010

La predica

Voi non sapete, somari che siete,

quanto sia ingrato il lavoro del prete.

Provate voi a insegnare alla gente

cos’è immanente e cos’è trascendente.

Se in chiesa porti a pisciare il tuo cane

gridano tutti: uno scandalo immane!

Ma se il buon prete,incazzato,ti offende:

gridano tutti: lei adesso trascende!

10.1.2010

Parole

Che fatica cercare le parole,

quand’ero bimbo ne avevo due sole,

da grande poi ne conoscevo tante

che mi pareva d’essere importante

finché compresi che il più delle volte

una parola è poco e due son molte.

Ora che invecchio ritorno bambino:

con le parole gioco a nascondino.

7.2.2010

La “vita intelligente”

Dalle stelle vi guardo e mi domando

che cosa sia la “vita intelligente”

che altrove non è data, e fino a quando

per dimostrarla non farete niente.

Da qui una vita che ogni giorno muore

distruggendosi insieme con l’ambiente

tra guerre, fame, veleni e rumore

pare piuttosto una vita demente.

13.2.2010

La nuvola*

Un vento grigio curva l’orizzonte

di chiarezze infantili

di apparenze

di passate esperienze.

C’è una nuvola in cielo

che prende in giro il mondo.

Io ancora mi nascondo

e faccio vani

piani per l’indomani.

19 aprile 2010 –

*una nuvola di ceneri eruttata da un vulcano islandese bloccò per una settimana il traffico aereo in Europa e in parti dell’Asia e dell’America.

Proverbi aggiornati

La carta canta

ma me ne fotto.

Chi sbaglia paga

solo se è sotto.

Chi va più piano

stia attento all’ano,

chi va più forte

spalanca le porte.

La gatta al lardo

si fa uno spuntino

e chi l’ha fatta

si aspetti un inchino.

2 maggio 2010

A  Cartesio

(sul libero arbitrio)

Non perché penso sono,

Cartesio stimatissimo,

né sono bravo e buono

per grazia dell’Altissimo.

Le idee sono compagni

che la vita mi ha dato.

Non sono io a cercarli,

loro mi hanno trovato.

Mi prendono a braccetto,

li seguo volentieri,

non so d’esser legato

fra due carabinieri.

Firenze, 9 maggio 2010

Filopragmatica

Ascolta bene queste mie parole:

non levare lo sguardo fino al sole,

non viaggiar con la mente sulla luna:

non sarà lì che troverai fortuna.

Chi troppo studia potrà essere colto

ma nella vita poi soffrirà molto,

chi è più ignorante e meno intelligente

starà più volentieri tra la gente,

sarà più amato come si conviene

a chi nel mondo vuol trovarsi bene

né si vergogna d’essere un somaro

pur di aver donne, successo e denaro.

19 maggio 2010

Mors magistra vitae

L’avaro

Una vita da cani

pensando all’indomani

sgobbando fino a sera

pensando alla carriera

né un lusso né un sorriso

pensando al paradiso,

ora non penso più,

ci ha pensato Gesù.

Il superbo

Coronato di sguardi andavo fiero

al giudizio del mondo e della storia

come fossi un antico condottiero.

Ora ho capito che era solo boria.

Una moglie devota

Lo amavo veramente:

giovanotto istruito

piaceva assai alla gente,

lo presi per marito.

Prima mi chiese amore

poi mi chiese rispetto

poi mi chiuse per ore

in camera da letto.

Prima che mi colpisse

mi chiese il suo bastone.

Doveva farlo, disse

per la mia educazione.

Il rampante

Divorato dall’ansia per le nomine,

mi hanno promosso il giorno dell’infarto,

dall’ambizione libera nos domine

Un soldato artificiere

Coraggio, mi dicevano,

chi cerca trova,

campare non è facile,

prova e riprova.

Proviamo con la guerra,

mi dissi un giorno,

un anno in quell’inferno

ma poi ritorno.

Sei bravo, sei bravissimo

è il tuo mestiere,

non è un lavoro facile

l’artificiere.

Qui le mine non mancano,

chi cerca trova,

tu devi farle esplodere,

prova e riprova.

 

Lo scemo del villaggio

Gentile forestiero

che vieni al cimitero,

 io ero fino a maggio

lo scemo del villaggio.

Già prima che parlassi

tiravano dei sassi.

Dormivo alla stazione?

Mi  davan del beone.

Mi addormentavo a messa:

gridavano: confessa!

Se cantavo la notte

mi prendevano a botte.

Ora siam tutti qua,

gridano: fatti in là!

Dai una risposta onesta:

ti sembra vita questa?

Il “pazzo al volante”

Correva l’anno novecentottanta

e io correvo in auto a centottanta.

Quando alla curva mi scontrai col pero,

 capii ch’ero di fronte all’uomo nero

che mi avrebbe portato al cimitero.

Il boscaiolo

Campavo come il mondo fosse mio

abbattendo le piante in riva al fiume.

 L’ultima disse: mo’ ti abbatto io.

Con la corteccia mi hanno fatto un lume.

Giugno 2010

Le ferie in tempo di crisi

Agosto

mi sposto

mi trovo un bel posto

però a basso costo:

albergo modesto,

un letto e un buon pasto,

ragù o fritto misto,

“caffè e tieni il resto”.

Marina di Vasto,

“riposo del giusto”

ferragosto 2010

Valerio

Valerio che il volto improvvisa

più serio

men serio,

sorride,

civetta,

rannuvola in fretta nel pianto,

ma non dura tanto

che subito arriva beata

una bella risata,

così com’è il sole a Hermanville.

Hermanville, 13 agosto 2010

 

 

 

Parabola delle nozze*

L’invito è senza data: questo è il punto.

Non aspettare d’essere defunto

per avviarti alla festa nuziale.

Non è previsto un giudizio finale.

E’ solo un pranzo e non dura in eterno,

non è né il paradiso né l’inferno.

Non ci sarà un ingresso da pagare,

soltanto la tua mente da cambiare,

volgiti attorno e vedrai in ogni cosa

il mondo immenso e la vita sua sposa

e quando capirai che niente manca

avrai già indosso quella veste bianca,

esteggerai le nozze con la vita

che è sempiterna anche quando è finita.

*Matteo, 22. – 25 ottobre 2010

Chi sbaglia non paga

Pagare devo il prezzo del destino

che dio m’ha dato di volermi bene

facendo agli altri quel che mi conviene.

“Perdonatemi voi per chi ha sbagliato”,

ripete ancora il figlio, la sua voce

rivolta al mondo che il padre ha creato:

“quello è il peccato, questa la mia croce”.

10 novembre 2010

 

 

Quid est veritas?

Prega, se vuoi pregare da cristiano,

ma teologare è un esercizio vano.

Percepire il mistero è buona cosa,

narrarlo un’avventura fantasiosa

da lasciare ai poeti ed agli artisti,

diffidando di preti ed esorcisti.

Nel mondo c’è chi crede e chi non crede.

La verità nessuno la possiede.

12 novembre 2010

Sanpietrina

Guida la carovana con l’ombrello,

fende la folla con il braccio alzato,

grida per indicare questo e quello:

“ecco una meraviglia del creato.

Avanti in fila alla benedizione,

fotografate il Papa e il Vaticano,

ma ricordate che ogni buon cristiano

la mancia dovrà dar per devozione”.

14 novembre 2010

L’impresa

Quelle donne che fecero l’impresa

Come carrelli erranti alla ricerca

Del santo graal che si trova in attesa

Sopra l’altare della “grande offerta”,

lo scoprirono all’alba il primo giorno,

quasi metà del prezzo originale:

IL SURGELATO DI LASAGNE AL FORNO,

con il resto comprarono il giornale

13 gennaio 2011

Torre d’avorio

Senti la noia del tempo che scorre,

la solitudine in cima alla torre,

false finestre nascondono il giorno,

guardi e non vedi che cosa hai d’intorno.

Hai per compagni dei vecchi scaffali,

pensieri astratti, operette morali.

Fuori raccontano che c’è la vita:

vincere o perdere la tua partita.

Voglia di scendere giù per le scale,

con la paura di farsi del male.

29 gennaio 2011

Sognando il domani

Adornata di sogni e di chimere

La notte va commiserando il giorno

Che l’insegue cercando il suo piacere.

“Fammi un favore, levati di torno”,

Dice la notte a lui che le sta accanto,

“Finché mi stai tra i piedi io non dormo”.

“Prova allora a sognare ad occhi aperti”,

risponde il giorno, “a un po’ di vita vera

rinuncio volentieri per averti”.

Ed è così che cominciò la sera,

quando la gente pensa all’indomani

sognando il mondo che oggi non c’era.

25 aprile 2011

La mia mosca

C’è quel ricordo nella mia memoria,

il volo di una mosca a mezzogiorno

e un silenzio assolato tutto intorno,

per me io penso che anche quello è storia.

La mosca ed io soltanto in quel momento

Nella penombra della casa vuota,

fuori il sole e la gente, l’aria immota,

ecco che chiudo gli occhi e la risento.

Forse una mosca, forse era un moscone,

con me rinchiusa in una gran cucina

quella mosca compagna di prigione.

11 giugno 2011

Semaforo giallo

Fluttuano le notizie nella nebbia

Di vicende annodate.

Lampeggia al crocevia dei pregiudizi

Un semaforo giallo

27 settembre 2011

Un dono

Una bicicletta mi han dato,

bellissima,

con ruote di pietra.

Pedalo

A fatica,

sul colle.

“E’ un dono – mi han detto –

Pazienta.

Vedrai, prima o poi,

ruberanno anche questa.

30 ottobre 2011

Favola

Fuor d’acqua un pesce nuotava nel sole,

dal suo manto di squame riflettendo

bagliori azzurri.

“che bello”, gli gridavano i bambini.

“non è la tua natura”, disse il cielo,

e gli mandò una nube che lo avvolse

di gocce d’acqua

per trasportarlo in volo fino al mare.

23 settembre 2012

…e liberaci dal bene

Mediocrità che domini sul mondo

Libera tutti dal pensiero puro

Perché il tuo giogo ci sia meno duro

E il ragionare sia meno profondo.

Salva la vita dalle sue utopie,

bombardaci di spot pubblicitari,

fa che viviamo, docili somari,

allegri e sciocchi come vecchie zie.

13 maggio 2013

Porte chiuse

Ma quella porta che mi hai chiuso in faccia

La riaprirò, dovessemi costare

Col secchiello vuotar l’acqua del mare

Un giorno riuscirò, piaccia o non piaccia.

26 maggio 2013

Brindisi

…e voi tappi di brindisi caduti

Per le vittorie finte

Di battaglie insensate,

su di voi meditate,

caduti tra caduti,

macerie tra macerie,

considerando le vostre miserie.

27 maggio 2013

Profumo di sogno

Un profumo di sogno nella notte

Che il risveglio dimentica nel giorno

E lo stupore delle cose intorno

Come quel volto alieno nello specchio

Del giovane che adesso appare vecchio.

L’aldilà della vita è forse questo

16 giugno 2013

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