…o in versi

Buongiorno

Sulla soglia mi affaccio

della coscienza

a misurare un cielo

di apparenze distinte.

Altro non c’è per ora

che l’inganno dell’Io,

del pensiero,

di Dio.

Quando tornero’ in casa

tutto resterà altrove.

Restituirò le idee

con l’ultimo buongiorno.

5 ottobre 1988

Cantano le tue mani

Cantano le tue mani intorno al fuoco

canzoni un po’ assonnate.

Tramestio di stoviglie.

Casalingo

mattutino d’estate.

16 dicembre 1988

Invito all’orizzonte

Rompe la nave il mare

bianco di spruzzi il cielo e di gabbiani

e tu che dietro il sole mi sorridi

mi inviti all’orizzonte,

ad altri lidi.

6 gennaio 1989

Speranza

Sul relitto di un sogno

mi sorride lontano,

fanciulla,

una speranza.

Io sto seduto,

aspetto

che la mia sorte venga alla deriva.

23 febbraio 1989

Accanto il fiume

Per ora andare sulle zolle verdi

al passo grave dei cavalli

accanto il fiume

e non importa se già vedo il mare.

5 marzo 1989

Amore in paradiso

Come per sortilegio tu venivi,

scivolavi dal sogno nella vita

e mi chiamavi nel mistero azzurro

del tuo sorriso,

facevamo l’amore in paradiso.

14 giugno 1989

O Sardus Pater

(di ritorno dalla Sardegna)

Prima le pietre,

idoli

dalla gran madre partoriti

al Sole

onnipotente

sui selvaggi campi di mirto.

Pietre

dalla pietà raccolte

dell’uomo antico

a farne muri

e ovili

e cattedrali

al Padre Sardo.

Pietre

viola di luce e penitenza,

scavate come i volti dei pastori,

dalla fatica dei millenni,

arse

dal vento vivo della costa

e vive anch’esse

come lane di greggi

sul respiro dell’erba in riva al mare.

Poi il pianto acuto dei gabbiani

sopra le rocce emerse

di cupo azzurro

alla coscienza

pigra

del giorno.

E la danza più lenta del rapace

intorno al sole

accecante

alla soglia del nuraghe

del re pastore

che dal buio

freddo di pietra,

o Sid Arrir Babay,

o Sardus Pater,

si affacciava alla tua benedizione.

6 gennaio 1990

E tu non dire

E tu non dire,

stammi solo accanto,

stammi accanto con l’anima e il respiro

dimenticando il corpo sul mio fianco.

27 maggio 1990

Dal profondo

Dal profondo notturno

la mia voce

porta messaggi oscuri.

Straniera la tua lingua

parla di cose.

Aspetta,

il giorno ancora non comanda il mondo.

18 luglio 1990

Andar per mare

Andar per mare con la prua nel vento,

la vela bianca tesa contro il sole,

la musica dell’acqua

e il cigolare

lento

del legno

sulle tue parole.

La tua mano sugli occhi

ed il lamento

ma già lontano

del mondo che duole.

26 gennaio 1994

Buddha

Non c’è più inferno

non c’è paradiso,

solo un’ombra di luce sul tuo viso,

la morte che dissolve in un sorriso.

Giugno 1994

Perché non vieni?

Perché non vuoi tradire questo amore

di cementi infuocati e di metalli

acuti e scoppiettanti

di fumo grigio e di assurdo rumore?

Perché non vieni come me sul monte

a udire il vento ed ascoltare il canto

degli uccelli che parlano col vento.

Anche la voce umana è come il vento:

la puoi sentire ma non ascoltarla

se non ascolti insieme il tuo silenzio.

15 luglio 1994

Dietro le spalle il mondo

Dietro le spalle il mondo

e dalla soglia

sorridendo voltarsi a riguardare,

come un amante che ha spento la voglia

e il navigante che saluta il mare;

come dal ramo si stacca la foglia

che il vento culla e non vuol più posare.

2 ottobre 1994

La saggezza degli altri

(ai miei figli)

Nell’orto della vita

ha seminato il vento

e gli alberi più belli

han dato frutti amari.

Tu prendili se vuoi.

Se dalla vita impari

per te saranno dolci i frutti amari.

Quelli più profumati

stanno sotto le foglie,

li scopre il vento e l’uomo li raccoglie.

La saggezza degli altri

Il vento l’ha rapita.

Sempre diverso è l’orto

e unica la vita.

19 luglio 2003

Cantami una canzone sorridente

Non voglio una canzone appassionata

Come la ribellione dei vent’anni

Desiderio di febbre e dolci affanni

Non voglio una canzone appassionata

Una canzone fatta di sospiri

Come erano a vent’anni i nostri amori

Voglie negate e inutili languori

Non voglio un canto fatto di sospiri.

Cantami una canzone sorridente

Per allietare ma senza dir niente,

Cantami una canzone spiritosa

Per festeggiare ma non sai che cosa

Cantami una canzone spensierata

Per salutare una bella giornata.

11 agosto 2003

Vedrai

Vedrai che il mondo non tramonta a sera

Quando i morti si levano dai rami

E vanno all’orizzonte in lunga schiera

Per nascondere il sole con le mani

22 gennaio 2004

Carpe diem

Come il tramonto è l’alba

E quale il primo appar l’ultimo raggio,

Il sole non ricorda il lungo viaggio.

3 febbraio 2004

Andar per cose

Andar per cose rovistando il mondo

Modellando al capriccio la natura

Sorridendo agli opposti per paura

Di non girare più col girotondo.

7 febbraio 2004

Prima che il gallo canti

Prima che il gallo canti

si può lasciare,

Pietro,

il fardello del giusto,

la vigilanza

eludere

della coscienza,

l’imperfezione

vivere

innocente del sogno.

Prima che il gallo canti

si può dimenticare

la logica

spietata

della nostra salvezza,

riposare la mente

dal giudizio,

che tutto pesa,

della parola onnipotente.

Prima che il gallo canti

si può non ascoltare,

Lazzaro,

la chiamata di Dio.

9 Marzo 2004

68° compleanno

Forse una vita inutile ho vissuto

girando intorno al punto di partenza

arrampicato sulla mia coscienza

in attesa del prossimo minuto.

Ma la vita non va presa sul serio

si piange e ride e non succede niente

come d’agosto una stella cadente

si spegne prima del tuo desiderio.

8 Maggio 2004

Il sorriso del saggio

Verde d’azzurro l’onda di burrasca

muove la nave cieca alla deriva.

S’agita l’uomo, il mare lo conduce

e il sorriso del saggio benedice.

15 maggio 2004

Viaggio

Andrò per mare e non vedrò più terra

né morte, né miseria né tiranni

non più miti e illusioni, non più inganni

lo spettacolo triste di ogni guerra.

Ma i topi, quelli ancora ci saranno,

aumenteranno giorno dopo giorno

divorando la nave a me d’intorno

in altri abissi mi trascineranno.

In fondo al mare non udrò più niente

i giorni sempre uguali passeranno

e i pesci con lo sguardo mi diranno

che il paradiso è solo nella mente.

29 maggio 2004

Dal monte

Morte non temo

ma l’idea di morte

che s’affaccia

impudica

dietro gli angoli lieti della vita

e al panorama delle sue promesse

aggiunge un forse. Come Mosè dal monte

io guardo

e sono altrove.

20 giugno 2004

Passano gli anni

Passano gli anni della nostra vita,

memorie blande di inutili cose,

vani confronti, cure dolorose

per una rosa che presto è appassita.

Ma tu lasciati andare alla corrente

godi la schiuma dei tuoi desideri

e non frenare l’onda dei pensieri

che vanno via veloci verso il niente.

6 luglio 2004

In morte di Yasser Arafat

Addio per sempre mister Palestina

volto stracciato dell’umanità

pianto d’agnello o di rabbia ferina

braccio violento della povertà

vittima di una vittima assassina

della nostra presunta civiltà.

11 novembre 2004

Al funerale di Alessandro

Che va cercando il mondo

tra le fredde mura di un tempio?

Luce nel buio della nostra morte,

un calore di canti e di bisbigli

e profumo di ostie, incenso e gigli,

un uomo in croce

ed un bambino in braccio

a una madre che piange e che sorride

e intorno a noi spezzare questo ghiaccio.

Ma Dio non c’è, nessuno è mai risorto

e ricordarti è l’unico conforto.

5 gennaio 2005

Il mio fiore

Una misura in più portavi in cuore,

fratello che volevi farti amare,

fiorentino nel gesto e nell’umore.

Una misura in più nel tuo vociare

allegro e quieto in fondo all’improvviso

quasi volessi farti perdonare.

Tutti abbracciavi con il tuo sorriso

arguto e scanzonato dietro il velo

di un affanno remoto sul tuo viso.

Io che non spero rivederti in cielo

al tuo ricordo porterò il mio fiore,

ma è solo ai vivi della morte il gelo.

Una misura in più portavi in cuore

fratello che io amavo e che hai lasciato

una misura in più nel mio dolore.

23 gennaio 2005

Al cimitero

Pallidi marmi che più il sole imbianca

ma non risveglia ai giochi della vita,

perché mi dite che la sua è finita?

Perché mi dite che la mia è già stanca?

A ognuno noi diciamo la sua sorte

e ancora mai nessuno l’ha capita:

la vita gioca sempre con la morte

e nessuna guadagna la partita.

I pensieri si perdono nel niente

ma una tua mente non è mai esistita,

come l’acqua non vien dalla sorgente

e si perde nel fiume della vita.

31 gennaio 2005

Qualia

(omaggio a Gerald Edelman*)

Viene il mattino

e l’universo accende

di colori, di forme

e di linguaggi

arcani e noti

che il cervello compone

e partorisce

a una falsa evidenza.

Viene il mattino

e la memoria rende

degli oggetti d’intorno

e degli affetti,

dalle tenebre scioglie

la mia luce

e la terra dal cielo

e rivedo le piante

e gli animali

egli uomini e le cose,

fin quando il buio l’armonia sospende

di questo mondo che la mente suona.

Uno dei processi fondamentali nel cervello superiore è la capacità di effettuare categorizzazioni percettive, di ‘decifrare’ il mondo. Tale capacità permette a un animale di suddividere il mondo dei segnali provenienti dal corpo e dall’ambiente in sequenze che danno luogo a comportamenti adattativi” (Gerard Edelman, premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina nel 1972, citazione tratta dal volume “Più grande del cielo”, Einaudi 2004).

Marzo 2005

Coscienza

(omaggio a Gerard Edelman*)

Dalle infinite pieghe

del mio universo

emerge

il sentiero obbligato.

Solo una luce illumina il cammino:

son io quel lume

e la mia storia è data.

* “La coscienza è una proprietà dei processi neurali e date le leggi della fisica non può esercitare essa stessa un’azione causale nel mondo” (Gerard Edelman, premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina nel 1972, citazione tratta dal volume “Più grande del cielo”, Einaudi 2004).

Marzo 2005

L’oriente è sempre altrove

L’oriente è sempre altrove, amore mio:

l’avventura di un luogo immaginato,

la memoria sognata del passato,

il cielo quando ancora c’era Dio.

25 Marzo 2005

Laude di Maggio

Limpido Maggio che rallegri il mondo

col sorriso dei prati e dei giardini

e lo sciamare lieto dei bambini

felici di un eterno girotondo,

benedetto sei tu fra tutti i mesi

per il profumo che doni alla rosa

e fa d’ogni ragazza la tua sposa

finchè d’amore sian tutti sorpresi

e benedetto per la vita nuova

che intenerisce tutta la natura,

il frutto acerbo al tuo sole matura

per regalarlo a chiunque lo trova,

ma più beato per la gioia antica

di questa rigogliosa primavera

che la giornata allieta fino a sera

con la promessa di una notte amica.

15 Maggio 2005

Sognare forse

Sognare forse e poi riaddormentarsi

ma senza sogni per l’eternità:

questa è la vita e a quel che mi riguarda

la sola misteriosa verità.

19 luglio 2005

La buona vita

Fugge la vita, l’universo ride

di questo vano misurar le cose

e pesar l’ombra ed inseguire il vento.

La buona vita conta, il resto è fumo.

La buona vita che nulla si attende,

dona ed accoglie con lieve coscienza,

ama il piacere ma può fare senza,

tutto ricerca, da nulla dipende.

La buona vita che passa nel mondo

senza affrontare col mondo una sfida,

ascolta tutti, a nessuno si affida,

fino alla morte in un sonno profondo.

Fugge la vita, l’universo ride

di questo vano immaginar l’eterno

e il paradiso e il fuoco dell’inferno

questa è la nostra vita, il resto è fumo

17 settembre 2005

Nostalgia di futuro

Giorno verrà, se tu me lo rammenti,

che torneremo a quel villaggio antico

verde di boschi e bianco di conventi

dove il viandante è atteso come amico

dove il grido è soltanto degli uccelli

e il lamento notturno delle volpi,

gli abitanti si chiamano fratelli

e la campana sola batte colpi,

dove regna rispetto e cortesia

e il saper fare ciò che si conviene,

dove la terra non è tua né mia,

non ci son premi e non ci sono pene,

dove governa sola la saggezza

e ministro vuol dire servitore,

per amminire basta una carezza

e si obbedisce solo per amore

dove il piacere è sempre condiviso

e ognuno porta il peso del vicino,

dove si fa l’amore col sorriso

e il saluto si fa con un inchino,

dove ciascuno aiuta ed è aiutato,

ciascuno chiede e ciascuno è servito

e a chi con buona volontà è arrivato

nessuno chiede da dove è partito.

Ognuno dona ciò di cui dispone

e ognuno ottiene secondo il bisogno,

chi sbaglia ammette che non ha ragione

e la ragione non è solo un sogno.

Tutti sono filosofi e poeti

e ognuno cerca dall’altro consiglio

non ci son gradi e non ci son divieti

non conta il nome né di chi sei figlio.

Ognuno sa che vuol vivere in pace

non si affida a una sola verità,

e dei misteri della vita tace

o ragiona con gli altri in umiltà.

Non lo rammenti? Allora l’ho sognato

oppure quel villaggio è dietro un muro

e me lo sono solo immaginato

confondendo il passato col futuro.

15 febbraio 2006

Tramonto sardo

Fammi tornare a quella spiaggia bianca

le valli azzurre navigando

alla debole brezza di quel mare

profumata di mirto

e lì un poco sostare

all’ombra delle rocce vespertine

rosse di sole e fichi d’india in fiore

e quella dolce musica dell’onda

riposando ascoltare.

10 maggio 2006

Il caso e la necessità

Un fiore di pesco

caduto

(tu dici cresciuto)

nel nostro giardino di rose.

Caduto

però non so quando

cresciuto

però non sai come,

quel fiore di pesco

rivela,

(io dico nasconde),

l’assurdo mistero di vita

che anima il mondo.

maggio 2006

In principio era il Verbo

(a Raimon Pannikar, provando a dire in versi quello che la teologia ecclesiastica non perdona)

In principio era il verbo che la mente

volle per nido

e dal silenzio trasse il primo grido.

Aprì lo spazio, il tempo ed alla mente

donò coscienza,

al mondo delle cose differenza.

Misteriosa uguaglianza del creato

con il creatore

e sono il Padre, il Figlio e il loro amore.

La vita eterna è questa, che non chiude

l’uomo nell’Io

e non attende in paradiso Dio.

 

3 luglio 2006

Respiro

Pensare

soltanto

quel soffio leggero

inspira ed espira

quel soffio leggero

null’altro

sentire

che quello

inspira ed espira

quel soffio leggero

cullarsi

con quello

e volare

settembre 2006

Perfetta letizia

Quando il dolore è una fatica muta

che non ha volto per il tuo vicino

ricordati di andare a capochino

sorridendo per grazia ricevuta.

Chi sempre attende dagli altri conforto

sarà contento quando sarà morto.

4 ottobre 2006

Per i ragazzi violenti di Napoli

Ridate loro una ragione amica

che liberi i pensieri nella mente

e cancelli dal cuore la fatica

d’una guerra feroce per il niente,

la fatica di vincere o morire,

di possedere per essere amati

cacciare per non essere braccati

distruggere per non saper che dire.

novembre 2006

Lamento

Musica dolce di belle parole

che non intendo se non per la voce

come il sussurro del fiume alla foce

cede al lamento d’un vento che duole,

si arrende all’eco dell’onda selvaggia

che annuncia l’ora dell’ultima spiaggia.

novembre 2006

Resistere

In cuor mi offende ancora l’arroganza,

inutilmente ostile alla ragione,

che vedo attorno

e trova ovunque complice uno sguardo

rassegnato e impotente.

Io non mi arrendo.

Finché potrà resistere il pensiero

Avrà una voce.

Aprile 2007

Vendi e fuggi

Devono averlo udito

in qualche luogo remoto del mondo

quello che si racconta da queste parti,

che gli ultimi saranno i primi.

Per questo sono arrivati

chiedendo del paradiso

o più modestamente

di un modo per campare la vita.

Mercanti abusivi,

ai piedi del castello dei papi

depongono merci abusive.

Borse, cinture, occhiali,

dischi copiati

sull’asfalto posati

come stormi di uccelli sui rami,

pronti a fuggire

al primo grido del falco.

Come faranno a venderle

tutte quelle borse uguali,

si chiede la gente.

Invadenti, fuorilegge, arroganti.

Ma sono i poveri.

Ma sono gli ultimi.

 

21 Aprile 2007

 

Come una fiamma al vento

Come una fiamma al vento il tuo calore

Inventa e brucia sentimenti erranti,

guizzanti lingue di allegro furore,

giochi di bimba e improvvisati amanti

d’un tratto ghiaccia e libera dal cuore

cenere fredda.

Aprile 2007

Lontano e vicino

Quando non mi vedrai più sulla vetta

Starò scendendo giù dall’altra parte

Lungo il sentiero che conduce a valle

Di roccia in roccia saltellando in fretta

Per giungere furtivo alle tue spalle

E baciarti sul collo

31 maggio 2007

Pellegrinaggio

Tornar vorrai per rivedere il colle

della tua giovinezza pellegrina,

accarezzare ancora l’erba molle

per la fresca rugiada mattutina,

ritrovare il profumo delle zolle

e la sorpresa d’una stella alpina,

il fracasso nemico delle folle

allontanando almeno una mattina.

Castelrotto, 10 agosto 2007

Ma è solo mare

Fermati e guarda

l’onda bugiarda:

“Io sono l’onda che nasce dal mare”.

Ecco che appare

per un momento

ma è solo vento,

corre e si spezza

ma è solo brezza,

muore e scompare,

ma è solo mare.

22.8.2007

МΕΤΑΝΟΙΑ

Dal viluppante intrico di follie

E disperate recite di morte

Che chiude ovunque un orizzonte amico

Non Dio potrà salvarci né la sorte

Né questo dolce fingere di niente.

Ci salverà trovare nuova mente

Che induca l’uomo a prendere altre vie.

26.10.2007

 

Polvere di stelle

Ma sono anch’io una polvere di stelle

che danzano minuscole nel vuoto

d’un eterno infinito?

Penetrando lo spazio

non più forme

né materia

trovo distinta

Non più avverto pensieri

o sentimenti

ma la magia di un moto misterioso

di particelle.

E la mente si perde in quel mistero.

2.11.2007

L’annuncio

Straniero è il corpo,

l’anima sorpresa.

Pensieri oscuri covano l’annuncio

Che mi viene dal ventre

Di una vita mortale.

“Per te come per tutti”, è il suo memento.

Verrà l’ora ed è quella.

Che il sorriso del saggio

Accolga quell’annuncio

E mi dia pace.

19.11.2007

Un piccolo incidente

A mente fredda medito

Corrispondenze astratte di valori

Deduzioni mirate

Statistiche aggiornate.

Ma un ricordo remoto

Mi ha detto cosa fare.

Un piccolo incidente

Mi ha costretto a sbagliare.

E’ bastato uno sguardo

A farmi innamorare.

21.11.2007

Sulla speranza

(dialogo notturno)

Passa la vita come questo treno

Che fischia nella notte e fugge via

Col suo carico ignoto di pensieri

Trascinati dall’ansia del domani.

Condannati che vanno e non sai dove.

Tu come loro cerchi all’orizzonte

Il conforto dell’alba.

*

Troverò l’alba e mi darà conforto,

vedrò i pascoli rosa del mattino

con le schiere degli angeli assonnate

nei dintorni di Giove.

La mia speranza è un sentimento vano

quanto profondo: io sarò immortale.

3/6.12.2007

 

Luna del mattino

Vergine bianca, luna del mattino,

memoria ambigua d’un altro mio mondo

dove le storie non hanno mai tempo

e l’esistenza si perde nel sogno,

perché continui a sorridere in alto

se mi affaccendo per piccole cose?

Così comanda la luce del giorno

Che in questo mondo si dice REALTA’.

22.12.2007

IN MEI MEMORIAM

Non mi varrà la fortunata sorte

Del mio consiglio al termine dei giorni

Quando sarà chiamato anche il mio nome

Alla soglia del nulla

E deporrò la veste e la parola

E quanto ho ricevuto

Restituirò alla vita in mia memoria.

Gennaio 2008

Fantasia

 

Me lo ricordo il mio primo disegno,

me lo ricordo per filo e per segno:

le quattro righe disposte in quadrato

e tre più piccole in basso da un lato,

un quadratino più in alto sospeso

e in cima a tutto un triangolo appeso.

Ora che ormai ho fatto tabula rasa

Non so perché mi sembrava una casa.

12.1.2008

Senza titolo

Foglia secca d’inverno

Che il vento soffia trascinando a valle

Il destino compiuto di una vita.

18.2.2008

La corrente

Non ha remi la barca e scende sola,

scansando i sassi, lungo il mio torrente.

Io soffio sulla vela e mi consola

Che a trascinarla è solo la corrente.

16.3.2008

Oriente Istànbul

Oriente Istanbul, dal profumo antico

Di memorie nascoste ed infantili

Nostalgie di mistero.

Poesia di mondi ignoti e d’una eterna

Decadenza fatale.

Altrove mai raggiunto e conquistato

Dell’impero del sogno.

Resta tale.

20.3.2008

Fratello Sole

Fratello sole, che rinnova il giorno

e ridona i colori della vita

bene dicendo che non è finita

per ogni cosa che gli muove intorno,

lodata sia la pazienza infinita

di questo moto che insegna le ore

e accompagna la gioia col dolore

per regalare a tutti una partita,

celando a ognuno il tempo e la fortuna,

così da conservare la speranza

di ritornare, dalla nostra stanza,

a godere il sorriso della luna.

24.3.2008, lunedì di Pasqua

Zucchero e panna

(ninna nanna per Valerio)

Non sono Dante e neppure Beatrice

però si dice, però si dice

che potrò darti una vita felice

colma d’amore, con il mio amore,

se ascolterai questa mia ninna nanna,

zucchero e panna, zucchero e panna,

che ci farà riposare contenti,

senza lamenti, senza lamenti.

Io buono(a) qua, tu buono là

e manderemo un bacino a papà (maman) bis

Se il tuo bacino papà se lo prende

e lo rivende e lo rivende

potrà comprarti un castello di panna,

zucchero e panna, per farti dormir.

E mentre dormi su un letto di piume,

io spengo il lume, io spengo il lume,

dormi tranquillo su un letto di piume,

io spengo il lume e ti lascio dormir.

Io buono(a) qua, tu buono là

E manderemo un bacino a papà (maman) bis

E sognerai l’orsacchiotto del bosco,

che non conosco, che non conosco,

ma suona e balla con cento strumenti,

se tu non piangi ti fa divertir.

Ti porterà in una bella capanna,

tutta di panna,zucchero e panna,

ti porterà in una bella capanna,

zucchero e panna e un po’ di caffé.

Io buono(a) qua, tu buono là

E manderemo un bacino a papà (maman) bis

Così finisce la mia ninna nanna,

zucchero e panna, zucchero e panna,

così finisce la mia ninna nanna

perché altrimenti addormento anche me.

Il vecchio e il nulla

Vidi quel vecchio in cima alla collina.

“L’anima – disse – è ciò che hai perduto

ma se la cerchi il cammino hai compiuto,

guardati attorno e la vedrai vicina.

“L’anima è il mondo che ora hai creato,

l’anima è l’aria che ora respiri,

il bene e il male ovunque ti giri,

dove è la grazia e dove il peccato.

“L’anima è il corpo che vivo rimane,

la vita eterna ha i confini del mondo,

dell’aldilà sono favole vane.

“La verità è il tuo mistero profondo

che può scoprire soltanto il silenzio.

Nulla io dico, ma nulla nascondo”.

9 settembre 2008

Quello che resta

Nessuno può far tutto e lo si vede,

Cristo non c’è se non povero cristo,

Dio non ascolta ma resta la fede.

Ognuno soffre al chiuso di una stanza,

volge lo sguardo al di là delle nubi,

del cielo resta ancora la speranza.

Nessuna grazia cancella il dolore,

nessun dolore proibisce la gioia.

Se Dio non c’è, resta ancora l’amore.

13 settembre 2008

Con i tuoi occhi

Come vorrei, Valerio, bimbo mio,

rivedere la vita coi tuoi occhi,

creare con lo sguardo come un dio,

toccare il mondo come tu i balocchi,

svegliare tra le lacrime il sorriso

illuminando tutto l’universo

e fugare le nubi dal mio viso

con l’innocenza che un dì abbiamo perso.

Vorrei guardare tutti con stupore,

come chi ha solo voglia di capire

e non sa, se v’è stato qualche errore,

che ci sarebbe molto da ridire.

Ma quando son noiosi e petulanti

strillare anche col nonno o con la zia,

perché i bambini non sono dei santi

e non sanno cos’è l’ipocrisia.

Novembre 2008

Preghiera pagana

O madre acqua che porti la vita

spegni nell’uomo l’istinto di morte,

bagna le polveri della violenza

che non divampi mai più sulla terra,

battezza i cuori nella purezza

perché conoscano la fratellanza,

piova sui deboli la tua alleanza,

scenda sui forti la tua giustizia

e salva i popoli dall’arroganza.

15 gennaio 2009

Una speranza

Voli di corvi lungo l’arenile

di una costa remota

chiudono alla promessa l’orizzonte.

Non resta che vagare tra gli scogli

di fantasie perdute

e gusci frantumati di conchiglie

prima che arrivi nuova una speranza.

21.3.2009

Salmo

Altro luogo non c’è per Dio che l’uomo.

(Non lo ricordo) so che un tempo esplose

dal silenzio notturno quella luce

ed ero cosa anch’io fra le altre cose.

Altro luogo non c’è per Dio che l’uomo.

Poi dal silenzio venne la parola

e fui polvere, pianta ed animale

nulla sapendo del bene e del male.

Altro luogo non c’è per Dio che l’uomo.

Vedevan gli occhi, toccavan le mani,

il mio universo era dentro la culla,

intorno a me c’era il tutto ed il nulla.

Altro luogo non c’è per Dio che l’uomo.

Con l’universo cresceva la mente,

immaginando di essere Io,

dimenticando che tutto era Dio.

Altro luogo non c’è per Dio che l’uomo.

25.3.2009

Amaro calice

(alle vittime del terremoto)

Saperci fare

con le parole

ma c’è il dolore

che bussa

e chiede

MUTA

una ragione.

Non di soli teoremi vive l’uomo.

Parli di mente

Parli di mente, la chiami coscienza.

Soltanto un punto sei di spaziotempo

da cui passano geni ed esperienza.

L’altro ti ha fatto. Tu non ti appartieni.

Libero sei come libero è il caso,

vai controvento ma dal vento vieni.

Come le nubi degli storni neri

che l’autunno fioriscono di voli

così la vita, così i tuoi pensieri.

22 aprile 2009

Sogno triste

Lento affondava il passo nella neve

e dove andava neppur lui sapeva.

“Trova chi cerca e chi trova riceve”,

gridava, ma che cosa non diceva.

Dal cielo nevicava lieve lieve,

lungo il cammino indietro si volgeva.

Svanivano le orme nella neve

dopo ogni passo e su quelle piangeva.

7.5.2009

Frammento

Dal nulla al più nulla

scintilla nel buio

il nostro frammento di vita,

coscienza di un attimo

fuori dal tempo.

Il resto è memoria o silenzio.

15.9.2009

Una fede laica

Uomini siamo credenti

necessariamente

al di là di ogni aldilà,

al di là di ogni religione.

Non contro la ragione

è la fede

che ad essa si accompagna

per una sola vita

nell’avventura senza limiti

della ricerca.

23.9.2009

Vecchiaia

Perché continui ancora a rimirare

quel buco nero giù in fondo alle scale,

non c’è nulla in quel buio da guardare,

bada ai gradini per non farti male.

12 ottobre 2009

Che so,io?

Che so, io, per mostrarti

dove passa la verità?

Forse è passata accanto,

confusa tra la folla dei pensieri.

Coscienza è la compagna

che ti ha distratto.

A lei resta fedele.

Nessuno è tradito

da chi non ha tradito

la sua coscienza.

21 ottobre 2009

Quella fine che vedo di lontano

Quella fine che vedo di lontano

venirmi incontro con lieve sorriso

vorrei che mi toccasse piano piano

come bacio di donna sul mio viso,

come bacio di pace sui miei occhi

stanchi davanti al mondo delle cose

e togliere lo sguardo dai balocchi

verso il lettino in cui mamma mi pose.

14 novembre 2009

Giochi proibiti

Quanti di voi conoscono le scale,

nipoti miei cresciuti nel duemila

in ascensore per non farvi male

gingillando un giochetto con la pila,

quanti di voi conoscono il piacere

di salire affannati fino in cima,

scivolare di pancia o di sedere

e ritrovarvi sul punto di prima?

Nipoti miei cresciuti nel duemila

videogiocate pure con la pila,

ma per provare una vera emozione

funziona meglio l’immaginazione.

23 novembre 2009

Ti Gi Min

Grigio di serpi un orizzonte vano

di parole vendute

offre allo spettatore il quotidiano

minuetto di servi

che disperando tento di smentire.

12 dicembre 2009

Controvento

Cadere controvento è il tuo destino,

rialzarti e proseguire nel cammino,

rialzarti e ricadere fino a sera

per ritrovare quello che non c’era,

cercando altrove quello che hai già avuto,

la vita che volevi e che hai vissuto.

25 febbraio 2010

Momento magico

Come vorrei sui monti ritornare

dov’è l’aria pulita del mattino,

ritrovare con te l’aspro cammino

profumato di sogni e d’erbe amare,

salire in cima fino all’orizzonte

di una terra promessa sconosciuta,

che è nostra solo fin quando è perduta

nella discesa ripida dal monte,

Da quella vetta immaginare il mare

e con le vele al vento l’avventura

di nuove meraviglie da esplorare

a te abbracciato fino a quando dura

tanta bellezza che fiorisce intorno

e della morte ignora la paura.

25 marzo 2010

La nuvola*

Un vento grigio curva l’orizzonte

di chiarezze infantili

di apparenze

di passate esperienze.

C’è una nuvola in cielo

che prende in giro il mondo.

Io ancora mi nascondo

e faccio vani

piani per l’indomani.

19 aprile 2010 (in queli giorni una nuvola di ceneri eruttata da un vulcano islandese, trasportata dal vento, bloccò per diversi giorni il traffico aereo in gran parte del mondo)

Non accade niente

Quando il pensiero evapora dal sogno

e dai fantasmi libera la mente

soltanto allora avverte chi ha bisogno

di verità che non accade niente

se non la vita eterna delle stelle,

e noi con essa, che muta e rinnova

né sa che dentro questa nostra pelle

qualcosa cerca quel che mai non trova.

25 aprile 2010 (festa della liberazione)

Quante parole

Quante parole vuote,

che sfiorano la mente

scivolando nell’aria

inutilmente.

Meglio sarebbe udire

una parola sola:

si accende nel silenzio

e ti consola.

Così il nome di un dio,

dal mistero fiorito,

prima che venga detto

è già appassito.

maggio/giugno 2010

Fine estate

Aspro negli occhi risvegliare il giorno,

riandare alle abitudini svogliate,

l’odore amaro della pioggia attorno

sulla polvere secca dell’estate.

16 settembre 2010

Memoria sarda

Buona la sera quando cala il sole

sulle fatiche del lavoro usato

e dolce suona un’eco alle parole

fra le pietre del borgo

e sul selciato

arranca il gregge

all’incalzare brusco dei cani,

e al grido del pastore,

e torna nelle case un pio rumore

di stoviglie e bicchieri

apparecchiati

al vino allegro e cantadas d’amore.

Che sia memoria o sogno,

al petto sale

una consolazione d’ogni male.

11 ottobre 2010

In volo

Azzurro sopra il cielo

e sotto

bianche le nubi vanno alla deriva.

Franta dal vento,

una finestra appare

sul mio pianeta.

Sono e non sono

come le nubi il mondo

ed io con loro.

4 novembre 2010

Malvenuto

 

Con un dolore acuto

sento bussare al petto

malvenuto

ospite della casa.

Altri ne son venuti

e loro accanto siede

nella buia anticamera

in attesa.

 

21 novembre 2010

 

Parole antiche

Parlano ancora al vento

vuote di verità

parole antiche:

fede, fiducia, fedeltà.

Tegole ormai sconnesse

logorate dal tempo

e da una pioggia

fitta di nubi.

Scivola incerto il passo

sul cammino

che chiamiamo destino.

22 novembre 2010

Dal fango

In principio era il fango,

terra ed acqua regalano la vita

che riproduce se stessa infinita.

Vita è la pianta, vita l’animale

e l’uomo, che nel fango è già immortale.

22 novembre 2010

 

Capricci di memoria

 

Come farfalle volano parole

che sai di avere udito

e posavano ieri al primo invito.

Sei vecchio e più non tornano da sole

sopra il fiore appassito.

2 dicembre 2010

Ma io sono un poeta

Ma io sono un poeta,

non mi perderò nel frammento

di una complessità governata

da meccaniche folli.

Attenderò il momento

che nel primo risveglio la coscienza

s’intrattiene col sogno

e dà alla luce

parole nuove.

Mobile è la coscienza come il mare

che arretrando abbandona sulla spiaggia

conchiglie vuote.

Presbite è la saggezza come il vecchio

che allontana lo sguardo a misurare

nella profondità del Tutto

l’incerta realtà delle cose.

16 dicembre 2010

Salmo

Sia benedetto chi porta la gioia

nell’eterna riserva della vita,

benedetto chi perde la partita

per la bellezza che strappa alla noia.

Benedetto chi perde l’occasione

di prodigarsi come lo zimbello

di un grande vecchio o di un grande fratello

per imbonire una popolazione.

Benedetto chi scioglie le catene

dona ai bimbi il sorriso ed alle donne

ma si nasconde dietro le colonne

di un grande tempio che non gli appartiene.

9 gennaio 2011

Torre d’avorio

Senti la noia del tempo che scorre,

la solitudine in cima alla torre,

false finestre nascondono il giorno,

guardi e non vedi quel che hai d’intorno.

Hai per compagni dei vecchi scaffali,

pensieri astratti, operette morali.

Fuori raccontano che c’è la vita,

vincere o perdere la tua partita.

Voglia di scendere giù per le scale

con la paura di farsi del male.

29 gennaio 2011

Libertà e Giustizia

(preghiera laica)

Rinnovato sia il cielo dalla terra.

Come dal bruco la farfalla vola,

liberi l’uomo il sogno e la parola

dall’antica miseria della guerra,

dall’ignoranza che ci ha fatto schiavi

di desideri vani e di paure,

incuranti di nobili avventure,

della natura predatori ignavi.

Il dominio si arrenda all’amicizia,

il potere si elevi nel servizio,

ognuno condivida il suo giudizio:

tutto per tutti, libertà e giustizia.

5 febbraio 2011

Milano, Palasharp

Domani

Adornata di sogni e di chimere

la notte va, commiserando il giorno

che l’insegue cercando il suo piacere.

“Fammi un favore, levati di torno”,

dice la notte, “non voglio vederti,

e se mi stai tra i piedi io non dormo”.

“Prova allora a sognare ad occhi aperti”,

risponde il giorno, “a un po’ di vita vera

rinuncio volentieri per averti”

Ed è così che cominciò la sera,

quando la gente pensa all’indomani

sognando il mondo che oggi non c’era.

25 aprile 2011

La mosca e la storia

.

La mosca ed io soltanto in quel momento

nella penombra della casa vuota,

fuori il sole e la gente, l’aria immota,

ecco che chiudo gli occhi e la risento:

C’è quel momento nella mia memoria:

il volo di una mosca a mezzogiorno

e silenzio assolato tutto intorno,

per me io penso che anche quello è storia.

Forse una mosca, forse era un moscone,

volava ora lontana, ora vicina

con me rinchiusa in una gran cucina

quella mosca, compagna di prigione.

11 giugno 2011

Canto d’estate

Viene l’estate a rompere l’incanto

di abitudini offerte al quotidiano

volger del tempo e della mente al tempo.

Dai campi assorti nella quiete estesa

prega il fruscio dell’erba e sulle piante

cantano le cicale eterno il canto

che nulla segue al nulla d’ogni cosa.

Al chiaro di una luna pensierosa

veglia la fiaba antica degli amori:

bisbigli, pianti, proposte di pace

che il sonno spegne prima che sia l’alba,

quando improvviso l’usignolo tace.

24 giugno 2011, notte di San Giovanni

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