Morozov e la “retorica web” del M5S. “Sono scatole oscure, non democrazia”

Vi segnalo l’ interessante articolo-intervista  di Raffaella Menichini sulla Repubblica-Pubblico sull’uso politico della rete. Ne parla un giovane politologo autore che ben conosce la rete e i suoi meccanismi.(nandocan)

di Raffaella Menichini – Il politologo bielorusso, autore del best-seller “L’ingenuità della Rete”, analizza l’ascesa del movimento di Grillo. “Il problema della politica non sono i costi della comunicazione, c’è ancora bisogno di leader e di messaggi universali”. Internet? “Un trucco per legittimare un movimento di dilettanti”.

Morozov e la "retorica web" del M5S "Sono scatole oscure, non democrazia"

Con il suo The Net Delusion (L’ingenuità della Rete, Codice Edizioni) due anni fa Evgeny Morozov scuoteva l’establishment intellettual-tecnofilo americano e internazionale con tesi provocatorie e appassionate contro la retorica che ci voleva all’alba di una nuova democrazia globale scaturita grazie alla Rete. Una sorta di batteria di fuoco di controinformazione sparata sulla tesi di una Rete salvifica, potenziale sostituto delle pratiche politiche, associative, comunitarie “tradizionali” e piramidali in favore di una distribuzione egualitaria dei mezzi di partecipazione grazie agli strumenti offerti da Internet. Tesi smontata pezzo a pezzo, con un’approfondita analisi degli interessi economici e di potere che giocano (soprattutto in Europa dell’Est, da cui proviene il bielorusso Morozov, ma non solo) dietro questa retorica, ma che cela anche una grande passione: la Rete è uno strumento eccezionale, ma bisogna scoprirla e saperla usare per non esserne strumentalizzati. Lo stesso filone che il giovane (nato nel 1984) politologo, blogger e ricercatore all’Università di Stanford, svilupperà nel suo prossimo libro (“To save everything, click here”). Il suo è dunque un punto di vista radicale sulla “retorica digitale” che – sostiene – è stato il principale ingrediente dello straordinario successo del Movimento 5 Stelle: “Rischiate che il vuoto politico si riempia di totalitarismo o managerialismo”. Ma che non è un fenomeno isolato, mentre negli Usa sta prendendo piede la politica-marketing: messaggi su misura per gli elettori, a scapito del messaggio calibrato sull’interesse collettivo.

 (segue intervista – cliccare per leggerla)

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