Come governare l’ingovernabilità?

Feb 27th, 2013 | By | Category: archivio

senatoda Ferdinando Longoni, 27 febbraio 2013 

 La frittata è fatta. Adesso bisogna mangiarla e digerirla.
La Camera non è un problema. Il Senato sì.
Al Senato Italia bene comune (123 seggi) e Con Monti per l’Italia (19 seggi) hanno solo 142 seggi (Vendola permettendo). Insufficienti. Invece con Movimento 5 Stelle (54 seggi) se ne avrebbero in totale 177 (senza Monti). La maggioranza sarebbe salda (e forse anche con l’imprimatur di Vendola). C’è solo un piccolo problema: Grillo fa sapere che non farà alleanze di nessun tipo. Non vuole contaminarsi. Può limitarsi ad approvare solo quelle leggi che ritiene giuste.
Però un governo per insediarsi deve avere la fiducia dei due rami del Parlamento. Come fare per superare l’ostacolo?
Se non erro, al Senato l’astensione equivale a voto contrario. Quindi, se M5S si astenesse durante il voto di fiducia, anche se i montiani accordassero la fiducia il governo non la otterrebbe.
Un bel problema. Però con una possibile soluzione (considerando che il Senato è composto da 315 senatori eletti e fino a 5 senatori a vita):

Governo allargato a Monti (o con il sostegno esterno di Monti). In tutte le votazioni di fiducia il M5S esce dall’aula. Presenti max 266, maggioranza 134, voti a favore 142.

La soluzione di un governo senza Monti (o senza il loro appoggio esterno), anche se i montiani uscissero pure loro, non funzionerebbe. Infatti, i presenti max potrebbero essere 247, maggioranza 124, voti a favore 123. Sotto.
Una cosa è chiara: questo governo potrebbe fare solo le cose che stanno bene a Grillo o che gli sono indifferenti.
Qualcuno vede soluzioni alternative?

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