Balducceide

Dic 13th, 2017 | By | Category: apertura

13 dicembre 2017 – Da una lunga filastrocca di 53 anni fa, nel lontano 1964. Evidente l’assonanza con quelle del Signor Bonaventura, sul Corriere dei Piccoli. Racconta, in forma di scherzose metafore, un periodo importante della vicenda storica non solo di Ernesto Balducci, ma anche della Chiesa e della politica fiorentina negli anni del Concilio, che porterà  anche alla brusca sostituzione, promossa dalla Democrazia Cristiana, del sindaco Giorgio La Pira con il suo vice sindaco, Piero Bargellini.

Qui comincia l’avventura
di Balduccio pelle dura (1)

che a Firenze in San Gaetano
predicava a tutto spiano.

Anche fuori delle chiese
sobillava le marchese.

Con dispense e volumetti
convertiva giovinetti,

ma coi sacri suoi furori
sgomentava i monsignori.

Con le sue birichinate
sconcertava più di un frate

E qualcuno zitto zitto
andò a dirlo a zio Floritto (2).

Spaventato anziché no
Zio Floritto disse: oibò!

e ne scrisse immantinente
a un altissimo Parente.

Il Parente monsignore (3)
eccellenza e gran dottore

si consulta in Vaticano
col terribile Ottaviano (4).

Ottaviano inquisitore,
dei costumi gran tutore,

guarda con un occhio solo
ma con quello è assai pignolo.

Or gli è presa la mania
di spazzare in sacrestia

e, nascosti tra i sacristi
vede ovunque comunisti.

Scopre che nel basso clero
molto è rosso e poco nero

e anche qualche confratello
sembra già un comunistello.

(Chissà poiché che col suo metro
non sia rosso anche San Pietro).

Un bel dì viene a sapere
dal suo esperto consigliere

che i marxisti hanno la tana
nelle chiese di Toscana.

Dopo lunga riflessione
giunge a questa conclusione:

che sei rossi sono tanti
certo è colpa del vin Chianti

e li avrebbe alfin domati
dando loro del Frascati.

Poi prescrive questa cura
a Balduccio pelle dura

e, per essere più sicuro
che diventi meno duro,

lo spedisce sui Castelli(5)
dai suoi miti confratelli.

Ma Balduccio per dispetto
tiene il Chianti sotto il letto

e la notte nella cella
beve Chianti a garganella

e alle cinque del mattino
si fa un litro di Ruffino.

Se in convento i buoni frati
voglion dargli del Frascati

lui risponde gentilmente
che non beve proprio niente,

ma se va a mangiare fuori
chiede tosto un Serristori

e già prima della frutta
la bottiglia è sempre asciutta.

Passa un giorno, passa l’altro,
ma Balduccio è sempre scaltro.

Con i suoi discorsi strani
scandalizza anche i romani.

Prima ch’egli li abbia visti
sono tutti integralisti,

ma alla fin della lezione
sognan la rivoluzione

e alla terza conferenza
sono per la resistenza..

Ora a Roma tutti quanti
bevon solo vino Chianti

e anche qualche cardinale
trova che non è poi male

se, malgrado i vecchi affanni,
ne beveva anche Giovanni (6).

Mentre, chiuso in Vaticano,
il terribile Ottaviano

per dispetto verso il frate,
beve solo limonate,

il buon Chianti anche al Concilio
manda tutti in visibilio.

Dietro il gran porton di bronzo
c’è qualcuno che è già sbronzo.

Paolo mesto (7), a capo chino,
sta assaggiandone un quartino.

Liberato da ogni cruccio
chiama subito Balduccio

e gli da riconoscente
un miliardo immantinente;

poi si pente e il guiderdone
vien ridotto ad un milione;

si ripente e, sul finire,
gli offre diecimila lire.

Sempre indugia Paolo mesto,
ma Balduccio, lesto lesto,

prende i soldi e in ginocchione
chiede la benedizione,

poi col gruzzoletto in mano
scappa fuor del Vaticano.

Diecimila sono scarsi
ma ce n’è per ubriacarsi

E Balduccio li destina
a fornire la cantina.

Organizza spedizioni
presso tutte le regioni

ed in barba ai benpensanti
manda ovunque vino Chianti.

Catechizza i più beoni
e li chiama “Testimoni”(8),

per cui son Testimonianze
le peggiori stravaganze.
……………(omissis)……………………………………….
Dal suo capo si fa dare
il dovuto benestare

e abbandona il suo confino
con un carico di vino.

Dai bei colli fiesolani (9)
studia nuovi, arditi piani

ed aspetta l’occasione
di ripeter l’invasione.

Non finisce l’avventura
di Balduccio Pelledura.

Alla prossima puntata
vi diremo come è andata.

NOTE

  1. Padre Ernesto Balducci
  2. Ermenegildo Florit, arcivescovo di Firenze
  3. mons.Parente, braccio destro del Cardinale Ottaviani
  4. Cardinale Ottaviani, capo del Sant’Uffizio (att. Congr. per la dottrina della fede)
  5. Il collegio degli Scolopi di Frascati, esilio di Balducci
  6. Papa Giovanni
  7. Paolo Sesto
  8. i redattori di Testimonianze (tra i quali anch’io)
  9. la Badia Fiesolana dove ha vissuto fino alla morte nel 1992 padre ernesto Balducci e seconda sede, dopo via Gino Capponi, della rivista.
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