Archivio mensile:marzo 2016

Irreligione*

Gesù davanti al Sinedrio“Che bisogno abbiam più di testimoni?/

Ha bestemmiato!” disse/

Stracciandosi la veste non sapeva/

che con quel gesto il nome di quell’uomo/

diventava per secoli a venire/

la bestemmia del mondo,/

irreligione fatta di parole./

Anche misericordia è una parola./

Forse non basta chiedere perdono/

quando di solo pane vive l’uomo.

 

*da intendersi  non nel significato comune di ostilità nei riguardi della religione, ma in quello più letterale di assenza di legame tra gli uomini, divisione, separazione.

25 marzo 2016, venerdì santo. *

Contaci, se vuoi contare (video 5’37”)

ContaciSarà una riunione politica come le altre, ripetevo tra me prima di entrare al Palazzetto dello Sport. Una serie di discorsi dal palco, con qualche minuto in coda per qualche domanda. E quel titolo, Contaci, che cosa voleva dire? Renditi conto di quanti siamo? Una sfida azzardata per una nuova iniziativa, considerata la grandezza del locale e la pigrizia dei romani la domenica mattina. Soltanto dopo ho capito che il titolo significava qualcos’altro.

Domenica 6 marzo 2016, dopo una serie di incontri nei diversi quartieri della capitale, “CONTACI”, l’ultima novità dell’associazionismo di sinistra aveva invitato iscritti e simpatizzanti ad un esperimento di partecipazione definito “laboratorio 1000”, in vista delle prossime elezioni amministrative della città. Tra i promotori Luca Bergamo, l’inventore di «Enzimi» ora segretario di Culture Action Europe; Fiorella Farinelli, già assessore nelle due giunte Rutelli; Luigi Corvo punto di riferimento a Roma di Pippo Civati per «Possibile» e Emilia La Nave, presidente di Parte Civile, il movimento che appoggia Ignazio Marino.

Obbiettivo del “laboratorio” quello di offrire un nuovo modello di partecipazione: non si governa la città, ma si governa ‘con la città’. Forse non sarebbe stato facile riprodurre su larga scala un esperimento del genere. Ma il suo valore simbolico e pedagogico resta considerevole.

Con questo esperimento, Contaci diceva ai romani che nulla sarebbe cambiato senza ricostruire i legami sociali interrotti dalle precedenti esperienze di governo. Bisognava trovare il modo di parlare a quel cinquanta per cento di cittadini che non vanno più a votare. Bisognava progettare con loro nuovi modelli di governance a partire dai loro bisogni reali. E coinvolgerli poi in tutti i passaggi decisionali. Solo contando su tutto questo nascerà nei cittadini la consapevolezza di poter contare.