Archivio mensile:agosto 2015

Il treno ed io

Abito in città, ma nei pressi di una linea ferroviaria. Di notte, al passaggio dei treni, mi capita di “ricamarci sopra” (nandocan)*****

Treno notturno 1

Il brivido di un treno

scuote il fragile sonno

della vecchiaia

e mi riporta all’erta

di crucci antichi.

Io chiudo gli occhi,

attendo

che la nebbia si sciolga

nel mattino.

*****

Treno notturno 2

Scorre la vita come questo treno

Che fischia nella notte e fugge via

Col suo carico ignoto di pensieri

Trascinati dall’ansia del domani.

Condannati che vanno e non sai dove.

Tu come loro cerchi all’orizzonte

Il conforto dell’alba.

*

Troverò l’alba e mi darà conforto,

vedrò i pascoli rosa del mattino

con le schiere degli angeli assonnate

nei dintorni di Giove.

La mia speranza è un sentimento vano

quanto profondo: io sarò immortale.

*****

Firenze – Roma

Al monotono ritmo dei binari

si dilegua una vista

di fugaci apparenze.

Ricamate di nebbia mattutina

sfumano nel passato le colline:

sono e non sono,

sono e non sono….

Fuori passa l’inverno. Qui sul treno

timido il sole m’accarezza il viso.

 

Il pelo nell’occhio (L’uomo di mondo)

Il pelo nell’occhio degli altri/
non vedo e neppure nel mio./
La vita ci rende più scaltri:/
la trave è nell’occhio di Dio./
La trave è nell’occhio del mondo/
che è fatto di bene e di male./
C’è chi ama il pensiero profondo,/
chi gode del superficiale./
Ma è solo questione di stile./
Un giorno, finita la festa,/
al saggio come all’incivile/
la trave cadrà sulla testa.

Agriturismo Antee, 7 agosto 2015